Le Assicurazioni italiane usano malissimo Facebook. Un’analisi


Le Assicurazioni italiane usano malissimo Facebook. Un'analisi



Secondo gli ultimi dati Nielsen, le assicurazioni nei primi sette mesi del 2018 hanno investito in comunicazione classica il 3.8% del totale mercato pubblicitario italiano, pari a circa 146 milioni di euro. Ecco che allora abbiamo voluto analizzare quale sia l’approccio delle principali 9 compagnie assicurative del settore danni [mai fare liste di dieci] su Facebook per verificare se e come la comunicazione delle aziende del settore sul social network più popoloso del pianeta sia congruo, coerente, rispetto ad una massa di investimenti tradizionali.

La desk research che abbiamo finalizzato si articola nel periodo tra il 15 ed il 21 Settembre di quest’anno e prende in considerazione le pagine Facebook di: Generali, Reale Mutua Assicurazioni, UnipolSai, Cattolica Assicurazioni, Groupama, Vittoria Assicurazioni, AXA Italia, Zurich, e Allianz Italia. Sono state analizzate le attività dell’amministratore della pagina in termini di numero di post e di tasso di risposta, e l’apprezzamento dei contenuti da parte del pubblico e il tasso di engagement [like / commenti / condivisioni] giornaliero.

Numero di fan e interazioni

Un primo aspetto quantitativo riguarda la fanbase, il numero di persone a cui piace la fanpage, la pagina Facebook aziendale. Se si considera che stiamo parlando delle le prime 9 compagnie nazionali ed estere attive per raccolta premi danni sul territorio italiano in generale non pare che le assicurazioni raccolgano grande entusiasmo ed attenzione, diciamo, visto che, ad esempio, il gruppo Allianz, che ha una raccolta di quasi 5 miliardi di euro, e dunque un numero di clienti certamente non trascurabile, si attesta appena sopra i 10mila fan.

Se questo è già un primo indicatore, seppur prettamente quantitativo, è analizzando gli aspetti qualitativi che il panorama si fa ancora più desolante. A livello di attività vi sono alcune fanpage che nella settimana presa in considerazione non postano neppure un contenuto: Zurich e Allianz Italia. Non va molto meglio per le altre compagnie assicurative con al top, si fa per dire, Cattolica Assicurazioni con 5 post, seguita da UnipolSai, Groupama e Reale Mutua Assicurazioni a 4 post. Ancora inferiore l’attività delle altre assicurazioni. Insomma, in buona sostanza non viene prodotto e pubblicato neppure un post/die. Certamente un livello di produzione e pubblicazione di contenuti decisamente insufficiente a mantenere interessati e coinvolti i fan.

I contenuti postati

Dei 22 post pubblicati in totale dalle 9 assicurazioni analizzate nel periodo preso in considerazione, quattro sono video, quattordici immagini, ed il resto link. In generale vi è una attenzione davvero scarsa, come approfondiremo di seguito, anche in termini prettamente gestionali con messaggi spam che permangono per giorni interi senza essere rimossi, come nel caso di UnipolSai, ad esempio.

Allianz e Zurich, non avendo postato alcun contenuto hanno reach zero nella settimana. La portata della fan page di UnipolSai è di 677.418, Reale Mutua 426.617, Generali 336.450, Groupama 218.653, Cattolica 186.605, AXA 156.961, e Vittoria 5.367. Se si considera che molto spesso i contenuti vengono anche promozionati, spinti con gli ads, non si tratta certamente di un risultato esplosivo, per usare un eufemismo. 

Naturalmente ad una attività così scarsa non può che corrispondere un livello di apprezzamento e di coinvolgimento del pubblico altrettanto esiguo. La peggior performance è, a pari [de]merito, di Zurich che, nonostante sia la compagnia con la maggior fanbase, assieme a Allianz non ottiene alcun commento, condivisione, e neppure “mi piace” in una intera settimana. Reale Mutua è l’assicurazione che ottiene il maggior numero di “mi piace”, ma siamo comunque, ancora una volta, a livelli che definire esigui è un eufemismo, con un totale di 528 like per un pagina con oltre 100mila fan come abbiamo visto.

Generali ottiene il massimo numero di commenti, ma sono solamente sette. Anche un video, caricato “native” sulla pagina della compagnia in questione, che dovrebbe avere dunque una maggior reach, ottiene meno di 9mila visualizzazioni a fronte di oltre 168mila fan. Sempre Generali domina, si fa per dire, la classifica del numero di condivisioni con 300 condivisioni in sette giorni, pari a 42.8 condivisioni/die. Davvero poco.

Engagement basso e di poca qualità

Naturalmente tutto questo si concretizza in tassi di engagement estremamente ridotti. Si va infatti dal 0.9% di tasso di engagement giornaliero per Vittoria Assicurazioni allo zero assoluto di Zurich e Allianz, passando per lo 0.18% di Cattolica Assicurazioni o il 0.06% di Generali, come mostra l’infografica sottostante.

Insomma, come si sarà capito, dalla nostra desk research emerge chiaramente l’inadeguatezza, sia sotto il profilo quantitativo che, ancor più, se possibile, sotto quello qualitativo. Approfondiremo a breve per verificare se, e come, queste compagnie assicurative utilizzano Twitter, anche, in chiave di social customer care, ma da questo primo esame, mi spiace, ma non ci siamo proprio.

 

 

 

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Autore dell'articolo: admin