Le 24 ore di Matteo Salvini in Israele


Le 24 ore di Matteo Salvini in Israele



Quarantacinque minuti di faccia a faccia con Benjamin Netanyahu. Dopo l’intesa con ‘Russia Unita’ di Vladimir Putin, e le alleanze con le diverse formazioni populiste ed euroscettiche del Vecchio continente, da quella della francese Marine Le Pen all’ungherese di Viktor Orban, Matteo Salvini allarga la tela dei suoi rapporti politici al Medio Oriente, dove trova una sponda nel leader del Likud, il partito conservatore israeliano. A Gerusalemme, Bibi Netanyahu dà il benvenuto al vice premier italiano definendolo “grande amico di Israele”.

Una investitura per il capo della Lega, al suo secondo viaggio nello Stato ebraico dopo quello di fine marzo 2016. “Hai avuto l’opportunità ieri di vedere con i tuoi occhi i tunnel dei terroristi, questo è un chiaro atto di aggressione di Hezbollah contro di noi e contro le regole della comunità internazionale”, scandisce subito il primo ministro israeliano che chiede a Salvini che Unifil, missione a comando italiano, “fermi Hezbollah” adottando un “ruolo più forte e piu’ attivo”.

Sì a un gasdotto che colleghi i due Paesi

A Netanyahu Salvini garantisce anche che si farà “carico di un cambiamento” dell’atteggiamento dell’Italia a tutela di Israele nei sedi internazionali, in particolare le Nazioni Unite e l’Unione europea, finora troppo sbilanciate contro lo Stato ebraico.

La breve visita di Salvini, poco più di 24 ore, serve al vice premier italiano anche per porre le basi per rinsaldare la cooperazione tra i due Paesi: sia dal punto di vista della sicurezza e della lotta al terrorismo internazionale sia dal punto di vista economico. Sul fronte del business, il ministro dell’Interno italiano si fa promotore dell’ipotesi di progetto di un “gasdotto che colleghi Israele al Sud dell’Italia” che “andrebbe ad aggiungersi, senza creare alcun danno, al Tap per cui sono già in corso i lavori”.

Nel corso della conferenza stampa conclusiva, prima di fare rientro in Italia, il ministro dell’Interno quindi annuncia che si terrà a Gerusalemme a inizio dell’anno prossimo una conferenza governativa italo-israeliana ai massimi livelli.

Oltre all’incontro con il primo ministro israeliano, in mattinata Salvini visita la Basilica del Santo Sepolcro e partecipa alla cerimonia in ricordo delle vittime dell’Olocausto allo Yad Vashem. Incontrando la comunità italiana, al museo della Shoah garantisce il massimo impegno del governo nel contrastare ogni episodio di anti-semitismo.

E, a chi gli chiede se vorrà spostare l’ambasciata italiana a Gerusalemme, come fatto, tra le polemiche, dal presidente Usa Donald Trump, risponde: “Sapete come la penso: step by step (passo dopo passo), c’è un governo di coalizione e quindi devo ascoltare anche i partner”.

La telefonata col comandante di Unifil

Salutando Netanyahu, Salvini scherza anche sulle polemiche sollevate dalla sue dichiarazioni di sui “terroristi islamici di Hezbollah”, trovando la sponda del premier israeliano. In conferenza stampa prima di partire, spiega però di aver sentito al telefono il comandante di Unifil, Stefano De Col, dopo che ieri ambienti della Difesa e della missione avevano espresso “preoccupazione e stupore” per le sue frasi che avrebbero potuto danneggiare la missione dei soldati italiani al Sud del Libano.

“Il generale l’ho sentito: collaboriamo e collaborerermo per la riuscita della missione e per la ovvia tutela del benessere dei nostri ragazzi”, garantisce. E a chi gli chiede se risponderà alle richieste di Israele riguardo a un rafforzamento della missione, risponde: “È chiaro ed evidente che porremo il tema nelle opportune sedi, lo farà chi di competenza” nel governo. “Se ci sono dei rischi i militari devono essere messi in condizione di individuare e neutralizzare quei rischi” e occorre valutare “l’estensione delle competenze”.

“Devo dire che di Netanyahu mi ha colpito l’assoluta informalità, la schiettezza, la concretezza e la chiara visione a livello geopolitico e internazionale che condivido su quasi tutti i fronti e l’incredulità nei confronti dell’inettitudine o dell’ipocrisia di alcuni contesti internazionali che fanno finta di non vedere che esiste una ‘Internazionale’ del terrorismo che ha l’unico obiettivo di colpire le democrazie delle civiltà occidentali” sostiene Salvini.

“Sono orgoglioso del lavoro dei nostri ragazzi e dei nostri soldati per portare serenità in alcuni Paesi: l’importante è capire che se abbiamo un nemico alle porte questo nemico va identificato. Se fai finta di niente, usi mezze parole, metti la testa sotto la sabbia – insiste – non fai l’interesse né dell’Italia, né dei nostri militari all’estero”.

“Accoglienza straordinaria e fiducia”

“Ci tengo a ringraziare sia il popolo che il governo israeliani per la straordinaria accoglienza e fiducia dimostrate in queste 24 ore molto intense che mi hanno portato ai confini del Nord”, aggiunge poi nella conferenza stampa conclusiva.

Nel corso della mia visita “ho incontrato il ministro del Turismo e abbiamo concordato di intensificare i rapporti culturali e commerciali fra i due Paesi, il ministro per la Sicurezza interna con cui abbiamo condiviso non solo la collaborazione che già esiste tra le forze di sicurezza italiane e israeliane ma anche alcuni miglioramenti e ulteriori passi in avanti nella gestione del fenomeno dell’immigrazione irregolare, dei rimpatri e delle iniziative anti-terrorismo”.

“Al di là dell’onore e del piacere personale di visitare il Santo Sepolcro e portare un ringraziamento a nome di milioni di pellegrini ai custodi della Terra santa, al di là dell’emozione della visita allo Yad Vashem che dovrebbe essere patrimonio comune per sei miliardi di abitanti di questa Terra per evitare che il triste passato ritorni, ho appena incontrato il ministro della Giustizia con cui abbiamo deciso di condividere alcune iniziative per cooperare insieme allo sviluppo e limitare sbarchi partenze e arrivi”, sostiene.

“Nelle due ore di incontro con il premier Netanyahu di cui una buona parte, 45 minuti, a due, ci siamo detti molte cose – afferma -. Alcune riguardano la cooperazione tra i due Paesi, l’amicizia tra i due Paesi: l’impegno italiano a sostenere i legittimi diritti di Israele in tutte le sedi internazionali, dall’Onu all’Unesco, all’Unione europea, perché ci sembra evidentemente sbilanciato in senso anti-israeliano l’atteggiamento in tutte queste istituzioni internazionali”.

Nel 2019 un bilaterale “ai massimi livelli”

“Abbiamo ipotizzato un incontro bilaterale ai massimi livelli tra i due governi nei primi mesi del 2019 da tenersi a Gerusalemme – aggiunge -. Siamo anche entrati nel merito di collaborazioni economiche e industriali fra i due Paesi.

Il primo dossier su cui lavorerò è un elenco di imprese e imprenditori italiani da portare il prima possibile in Israele per collaborare alla crescita del Paese e per creare business, valore aggiunto e lavoro in Italia perché in Israele ci siamo ancora troppo poco rispetto ad altri Paesi e c’è voglia di Italia, di produzione e di manifattura italiana di collaborazione con l’Italia. Da vice presidente del Consiglio ritengo di avere il dovere di aiutare l’export e la produzione industriale italiana, senza che nessuno si offenda.

Abbiamo parlato anche di altri fronti: un ipotesi di lavoro che mi piacerebbe percorrere e che condivido con il premier Netanyahu riguarda alcune iniziative bilaterali congiunte Italia-Israele in alcuni Paesi africani per coordinare cooperazione, crescita e sviluppo”.

Sul fronte Hezbollah, il titolare del Viminale insiste: “I terroristi vanno chiamati terroristi, ho passato la notte con il dizionario dei sinonimi e dei contrari. Scegliete voi che altro tipo di definizione si possa dare a chi ha centomila missili pronti a partire e a chi da anni scava tunnel sotterranei che sconfinano nel Paese vicino”.

“Israele è l’unica certezza di stabilità per quanto riguarda l’Occidente e l’Europa: chi mette in discussione il diritto a esistere di Israele è un sadico masochista che mette a repentaglio l’esistenza stessa della civiltà occidentale e dell’Europa”, sostiene.

“Torno a casa assolutamente felice, contento e soddisfatto, convinto che questa missione, al di là di cementare un rapporto positivo, possa essere utile anche alle imprese e alle industrie italiane, agli imprenditori, non solo ai grandi ma anche ai piccoli e ai medi”, conclude.

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it




Link ufficiale: https://www.agi.it/estero/rss

Autore dell'articolo: admin