L’attacco del Consiglio d’Europa ai politici italiani


Consiglio Europa accusa politici italiani

Council of Europe / Candice Imbert 


La sala del Consiglio d’Europa




Duro attacco del Consiglio d’Europa ai politici italiani accusati di avere atteggiamenti razzisti e xenofobi “in particolare sui media e su Internet”

“Preoccupano l’aumento degli atteggiamenti razzisti, della xenofobia e delle posizioni anti Rom nel discorso pubblico” si legge nel Rapporto di monitoraggio sull’Italia votato nell’Assemblea che segnala anche un “aumento dei discorsi d’odio da parte dei politici”.

Nella relazione si esprime anche preoccupazione per la politica di chiusura dei porti ai migranti in merito “alle recenti iniziative per impedire alle navi di soccorso di attraccare nei porti italiani”.

La reazione della Lega

La Lega reagisce definendo “scandaloso e inaccettabile” quanto scritto nel rapporto. I parlamentari leghisti nella delegazione italiana al Consiglio d’Europa, Paolo Grimoldi, Alberto Ribolla e Manuel Vescovi parlano di un “atto d’accusa all’Italia da parte di un organismo che non ha fatto nulla in questi anni in materia migratoria e adesso punta l’indice contro il nostro Paese con una relazione sprezzante e fuori dalla realtà, in cui addirittura si accusa l’Italia di ‘antiziganismo’ e si chiede alle autorità italiane di prestare maggiore attenzione alle questioni dei Rom, definiti vittime di pregiudizi e stigmatizzazioni. Per cui l’Italia è uno Stato di razzisti e mafiosi.


Che cosa è il Consiglio d’Europa

Il Consiglio d’Europa è la principale organizzazione di difesa dei diritti umani del continente. Include 47 Stati membri, tra cui i 28 membri dell’Unione europea. Tuttli gli Stati membri del Consiglio d’Europa sono segnatari della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, un trattato concepito per proteggere i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto. 


“E ancora più inaccettabile e scandaloso è il fatto che tutti gli emendamenti per correggere o cancellare questi passaggi, emendamenti presentati da tutti i parlamentari italiani presenti nella delegazione al Consiglio d’Europa, siano stati respinti dal relatore”. “A questo punto ci domandiamo che senso abbia la presenza della delegazione italiana in questo organismo e che senso abbia lo stesso Consiglio d’Europa” concludono.

La tratta degli esseri umani

Tuttavia, sul fronte della tratta degli esseri umani, il Consiglio riconosce che l’Italia ha adottato misure supplementari, anche se alcune questioni continuano a destare preoccupazione. Secondo quanto indicato in un nuovo rapporto pubblicato oggi dal Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani (Greta), dopo la pubblicazione del primo rapporto sull’Italia, nel 2014, relativo all’attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani, le misure positive adottate dalle autorità italiane comprendono delle modifiche al Codice penale e l’adozione di una legge per rafforzare le tutele garantite ai minori non accompagnati, e in particolare ai minori vittime di tratta. Il Greta esprime tuttavia il timore che la legislazione recentemente adottata, che esclude i richiedenti asilo dall’accesso alle strutture di accoglienza, possa lasciare senza assistenza possibili vittime di tratta. 

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Autore dell'articolo: admin