«L’asilo politico di Apo è valido, scandaloso il silenzio italiano»



«La prima volta che vidi Abdullah Ocalan fu poco dopo il suo arrivo, all’ospedale militare a Palestrina: era tranquillo, sul letto, leggeva Germinale di Émile Zola in francese». A ricordare quei giorni del novembre 1998 è Luigi Saraceni. Ex giudice, avvocato, tra i fondatori di Magistratura Democratica, ha fatto parte del team legale che seguì il leader curdo al suo arrivo in Italia. Fino all’arresto in Kenya, il 15 febbraio 1999. Racconta quei mesi in un libro appena pubblicato, Un … Continua


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