L’Aquila 10 anni dopo il terremoto: 309 rintocchi e il ricordo del Premier Conte


Stanotte è avvenuta la commemorazione delle vittime del sisma del 6 aprile 2019.

È stata una notte di ricordi e di dolore quella appena passata a L’Aquila, dove sono state commemorate le vittime del sisma che alle 3:32 del 6 aprile 2019 ha cambiato la vita di molti abruzzesi. Ieri sera alle 22:30 da Via XX Settembre è partito un corteo che è arrivato a Piazza Duomo intorno a mezzanotte e si è fermato davanti al piazzale dove dieci anni fa c’era la Casa dello Studente nella quale sono morti otto universitari.

L’arcivescovo metropolita dell’Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi, ha celebrato la messa nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio (riaperta solo il 6 dicembre scorso), poi c’è stata la veglia di preghiera aspettando le 3:32, animata dalla Congregazione Salus Populi Aquilana. E, proprio alle 3:32, ci sono stati i 309 rintocchi in ricordo delle vittime, come potete vedere nel video qui in alto.

Alla fiaccolata ha preso parte il Premier Giuseppe Conte, che ha giornalisti ha raccontato:

“Sono passati dieci anni e abbiamo il dovere della memoria. Ci sono tante persone hanno perso i loro cari, che rivivono in questo momento una grande sofferenza. La mia presenza qui è la testimonianza che la ferita della comunità locale è una ferita della comunità nazionale”

Il Premier ha anche illustrato le misure prese per evitare altri disastri simili:

“Abbiamo lavorato a un piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio contro i rischi del dissesto idrogeologico, intervenire successivamente è sempre peggio che intervenire prima. Sono già stati stanziati tre miliardi per quest’anno, che sono stati distribuiti alle Regioni, per il prossimo triennio sono stati stanziati 11 miliardi. Abbiamo inserito alcune norme per la ricostruzione nel decreto sblocca-cantieri, approvato due settimane fa, il Governo ha nominato il Commissario straordinario, ha un delegato che costantemente segue il processo e i problemi legati alla Ricostruzione. Non è un caso che la mia prima visita istituzionale sia stata in una zona terremotata del Centro Italia. È stata una visita dal grande valore simbolico”

Al corteo non c’erano soltanto i famigliari delle 309 vittime del 6 aprile 2009, ma anche tante altre persone, incluse quelle che negli ultimi anni sono state colpite da altre calamità, prevenienti da Amatrice, da Rigopiano, da Viareggio, dall’Emilia, da San Giuliano di Puglia.


Davanti al corteo è stato posto uno striscione con la scritta “Per noi, per loro e per tutti” e un lenzuolo con i nomi del 309 morti. Antonietta Centofanti, presidente del comitato vittime della Casa dello Studente, ha commentato:

“Il nostro impegno in questi dieci anni si può sintetizzare nello slogan ‘cercare giustizia e trovare la legge’, due principi che spesso non coincidono. Il nostro stato d’animo? Ci rimbocchiamo le maniche e lottiamo, il terremoto per noi è sempre, ce lo abbiamo dentro tutti i giorni, non è ritualità una volta l’anno. La ricostruzione? Quella privata è avanti, quella degli edifici pubblici, in particolare le scuole, è ferma al palo, comunque, è stato fondamentale aver riportato i bambini in classe subito”


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Autore dell'articolo: admin