L’apocalisse è il nuovo West


Il nuovo film di Debra Granik – regista di Un gelido inverno – racconta la storia di un padre e una figlia che tentano di fuggire dalla società e vivere da soli, isolati, lontani da tutti. È una strada che tanti americani hanno intrapreso nel passato – nell’arte come nella vita. Basti pensare all’ Huckleberry Finn di Mark Twain – il romanzo termina con Huckleberry Finn che dichiara l’intenzione di andarsene via, nei “territori”, in quella parte del continente che non era ancora parte degli Stati Uniti, non legalmente almeno.  Fin quando esistevano questi luoghi al di fuori della legge, le persone avevano a disposizione uno spazio “grigio” da occupare, senza le regole e i giudizi della civiltà. Anche Deadwood – ambientazione storica della serie eponima della HBO – si trova in questa zona d’ombra. E’ parte integrante dell’architettura del West. Per questo, i film come quello di Grassick e di altri come lui sono segnati da una nostalgia impossibile – non esiste via di scampo. I romanzi del dopoguerra di Jack Kerouac corrono da una parte all’altra del paese in un zigzag disperato. Il protagonista di Corri, coniglio di John Updike è sull’orlo della fuga dalla realtà domestica ma è paralizzato dal fatto che il paese sembra troppo affollato, e la rete di strade e città una vera e propria rete.


I film attuali che trattano questo tema – come quello di Granik – sono influenzati dalla stampa degli anni Sessanta. In Captain Fantastic di Matt Ross, Viggo Mortensen è il padre di una famiglia selvaggia: vivono nei boschi, pensano che la Coca-Cola sia “acqua avvelenata” e  festeggiano il Noam Chomsky Day come se fosse Natale. E’ pura fantasia che addolcisce la “famiglia” di Charles Manson, che se ne va in giro con il pullmino di Ken Kesey e i suoi “Merry Prankster”. Così immaginiamo gli Anni Sessanta senza i conflitti, i pericoli e, nonostante la presenza del Noam Chomsky Day, senza la politica. Il film di Granik è tragico, simile a Nelle terre selvagge di Sean Penn o The Road di John Hillcoat con Viggo Mortensen di nuovo nei panni di un padre che cerca di salvare il figlio in un mondo post-apocalittico. Sembra un incubo ma in verità l’apocalisse è il nuovo West – il posto immaginario verso il qualo possiamo fuggire dalle restrizioni della civiltà e trovare finalmente la libertà.


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Autore dell'articolo: admin