L’abuso di benzodiazepine può essere all’origine di una forma depressiva?


Ho 70 anni ed la prima volta che mi rivolgo a uno psichiatra. Mai sofferto di depressione, ho lavorato in una struttura importante e condotto una vita sociale frenetica, crescendo una figlia, cambiando fidanzati, abusando di benzodiazepine, ma smettendole da sola, dopo 50 anni , quando si reso necessario. Sono soddisfatta della vita che ho fatto. Ma ora ho un problema che mi toglie il sonno e la gioia di vivere. A causa di un problema strutturale del mio palazzo, combatto contro la cattiveria, l’egoismo, l’incoscienza, l’ignoranza di condmini senza scrupoli che ci ostacolano nella messa in sicurezza dell’edificio. Per la prima volta nella vita mi sento fragile, impotente, non penso che a questo problema. Provo un’ansia che non conoscevo e penso continuamente al suicidio. Esiste una pillolina che mi ridia la fiducia in me stessa e la forza di non mollare? Ho dovuto smettere le benzodiazepine perch i valori delle transaminasi erano alti. Gli antidepressivi non li ho mai presi. Che cosa potrei utilizzare? Uno psichiatra potrebbe aiutarmi?

Risponde Giancarlo Cerveri, direttore Unit Operativa Complessa di Psichiatria ASST, Lodi

La sua lettera molto intensa e apre la strada a numerose riflessioni. Cercher di fornirle alcune indicazioni facendo riferimento agli elementi che mi ha fornito. Per cominciare, la sua condizione attuale sicuramente meritevole di un adeguato approfondimento diagnostico. La perdita del sonno, il cambiamento rispetto a un livello di funzionamento precedente, la percezione di fragilit, di impotenza, l’ansia e i pensieri di morte fanno pensare a una condizione ascrivibile a un quadro di tipo depressivo. Vorrei ora fare alcune riflessioni per poi fornirle un consiglio pratico.

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Esordio

Per cominciare: quando pu esordire una patologia psichiatrica? Pu accadere che una donna che ha avuto un’esistenza, come dice lei, soddisfacente e intensa possa sviluppare un disturbo psichico dopo i 60, i 70 anni? Generalmente le patologie psichiatriche hanno un esordio precoce, nella prima et adulta o addirittura nell’adolescenza e, se non adeguatamente trattate, impediscono di affrontare le sfide dell’esistenza. Lei sembra aver dimostrato una buona dose di resilienza (la capacit di affrontare in modo positivo le sfide e gli stress della vita), ha avuto una vita sociale frenetica, una figlia, cambiato fidanzati, lavorato in una struttura importante.

Falso equilibrio

Dico sembra, perch in realt questo equilibrio era sostenuto da un utilizzo continuo di benzodiazepine, molecole dotate di azione ansiolitica che probabilmente hanno contribuito a garantirle una gestione accettabile dello stress, al costo di condotte di abuso, probabili problematiche di sedazione e, sembra, anche danni biologici che hanno reso necessario la loro sospensione. Ora, la prima questione questa: sospendere le benzodiazepine sempre complesso e dopo 50 anni di abuso credo possa risultare molto problematico.

Filtro farmacologico

Questi farmaci producono assuefazione e dipendenze e non escludo che parte dei suoi sintomi attuali possano essere prodotti dall’interruzione dell’esposizione a queste molecole. come se i suoi neuroni si fossero abituati a queste sostanze e, appena sono venute meno, hanno prodotto un’alterazione dell’equilibrio di funzionamento. Secondo aspetto importante: venuto meno l’effetto che le benzodiazepine producevano sul suo modo di affrontare gli stress. E dunque ci che prima era tollerabile grazie al filtro farmacologico improvvisamente diventato eccessivo e intollerabile.

I rischi dell’et

Un terzo aspetto legato all‘et e al rischio di sviluppare una patologia depressiva. Numerose ricerche hanno osservato che eventi di perdita (lutto e solitudine in generale), disturbi del sonno e disabilit associata a malattia cronica sono fortissimi predittori del rischio di sviluppare una patologia depressiva. E nella persona anziana verosimile che questi fattori possano essere variamente presenti. Forse questo un elemento che pu aver contribuito a far emergere una condizione di tipo depressivo. Infine, bisognerebbe chiarire le sue condizioni di salute fisiche. Spesso piccoli fenomeni di sofferenza cerebrale diffusa (legati a problematiche circolatorie cerebrali) non esordiscono con disturbi neurologici ma con sintomi pi tipicamente psichiatrici.

21 febbraio 2019 (modifica il 22 febbraio 2019 | 09:40)

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