La visita di Salvini divide Israele


La visita di Salvini divide Israele



Matteo Salvini parte per Israele chiarendo che farà “di tutto per stroncare l’antisemitismo in Italia”. Alla vigilia della visita lampo a Gerusalemme, dove oggi visiterà il Museo dell’Olocausto e vedrà il primo ministro Benjamin Netanyahu, il vice premier leghista è costretto a ribadirlo nel tentativo di ridimensionare le critiche per il mancato incontro con il presidente israeliano Reuven Rivlin e quelle contenute nella lettera firmata da un centinaio di ebrei italiani – tra cui Gad Lerner, Michele Sarfatti – che si dicono “preoccupati di forme di intolleranza in Italia come altrove”.

“Non è che ogni volta che vado in Israele devo dire che gli antisemiti sono delinquenti”, sbotta Salvini, rispondendo alle domande dei cronisti stranieri alla stampa estera. “Che io sia antipatico a Gad Lerner si sa e me ne faccio una ragione. Vado in Israele perché la ritengo una delle più moderne democrazie senza dovermi giustificare di alcunché”.

“Piuttosto – avverte – il nascente antisemitismo fa rima con l’estremismo islamico a cui qualcuno non presta necessaria attenzione perché, se in alcune città europee non si può più andare in giro con i propri simboli religiosi è perché gli estremisti islamici non lo consentono, la sinistra si dovrebbe porre alcune domande”. “Per un ministro dell’Interno – aveva detto nei giorni scorsi -, Israele è uno dei modelli dell’anti-terrorismo, di intelligence, di controllo del territorio, di difesa dei confini: da questo punto di vista vado a studiare e imparare. E poi vado a rinsaldare tra Italia e Israele, che per me sono fondamentali”.

La visita del segretario leghista – che da anni ha stretto l’alleanza in Europa con l’ex Front, ora Rassemblement, national di Marine Le Pen – è accolta con qualche scettismo da una parte dell’opinione pubblica israeliana. Il quotidiano di orientamento di centrosinistra ‘Haaretz’ – che lo ha dichiarato ‘persona non grata’ nello Stato ebraico – apre il sito con una foto di Salvini a tutta pagina ritratto dietro a un’arma (immagine tratta da una visita all’azienda italiana Beretta). E nell’edizione cartacea dedica l’apertura della pagina due al politico italiano. ‘Populista, separatista, nazionalista: tutto quello che dovete sapere su Matteo Salvini’, e’ il titolo dell’articolo in cui si ripercorre la carriera politica del segretario della Lega. 

Haaretz all’attacco

“Sapiente comunicatore – sottolinea il quotidiano di orientamento di centrosinistra – ha spesso strizzato l’occhio a sostenitori” di estrema destra “citando frasi di Mussolini e sostenendo che il fascismo ottenne anche molti risultati positivi”. E’ stato proprio il quotidiano israeliano a sollevare, nei giorni scorsi, la polemica in merito al mancato incontro con Rivlin, dovuto, stando alle interpretazione di Haaretz, alle recenti dichiarazioni del capo di Stato israeliano alla Cnn (“Tu non puoi dire ammiriamo Israele e vogliamo legami stretti ma siamo neo fascisti”). Sul tema è dovuto intervenire il portavoce di Rivlin il quale ha chiarito che l’incontro non si è potuto organizzare per motivi di agenda.

A Gerusalemme, il ministro dell’Interno è atteso alle 13:30. La giornata inizierà con la visita alla sinagoga, al museo di arte ebraica italiana, e con l’incontro con la comunità italiana. Alle 15 è in programma la visita al museo dell’Olocausto, lo Yad Vashem. Per il giorno seguente, a partire dalle 10 si terrà l’incontro con il premier israeliano Netanyahu.

È il primo faccia a faccia di Salvini con il leader del partito conservatore israeliano Likud. Il segretario della Lega non ebbe modo di incontrare Netanyahu nel corso della sua prima visita in Israele, a fine marzo 2016. Nella trasferta di due anni a mezzo fa – che era una missione di partito, insieme ai suoi due vice, Lorenzo Fontana e Giancarlo Giorgetti – Salvini incontrà alcuni esponenti della Knesset, come Avigdor Lieberman, ex ministro degli Esteri e fondatore del partito israeliano di destra Israel Beytenu. Allora la delegazione della Lega, al terzo giorno di visita, si materializzò davanti al valico di Kerem Shalom, passaggio di confine tra la Striscia di Gaza, Israele ed Egitto. Da lì Salvini attaccò in un tweet i “trentamila soldati di Hamas (finanziati da chi?) che tengono in ostaggio milioni di persone”. 

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it




Link ufficiale: https://www.agi.it/estero/rss

Autore dell'articolo: admin