La stretta del governo sul cyberbullismo


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Dopo il via libera della Camera al codice rosso una delle prossime battaglie della maggioranza è sul cyberbullismo. La legge approvata nel 2017 prevede che quando non è stata formalizzata una querela o presentata una denuncia il questore procede a una istanza di ammonimento nei confronti del minore ultra-quattordicenne.

Ma per M5s e Lega occorre una stretta. Questo l’obiettivo di diverse proposte di legge presentate dalle due forze politiche che anche nel contratto di governo hanno inserito la necessità di procedere a delle misure ad hoc.

La settimana scorsa è stata FI, con il capogruppo Maria Stella Gelmini, a chiedere nell’Aula di Montecitorio di accelerare su questo fronte. La maggioranza da tempo in Commissione Giustizia sta lavorando su questo tema. Una delle ipotesi è di inserire le novità all’interno della legge che ripristina l’educazione civica nelle scuole e che prevede già l’insegnamento all’educazione digitale. 

M5s ha presentato una proposta di legge alla Camera e un’altra al Senato. La prima è firmata dal pentastellato Dori e mira soprattutto a contrastare in generale il fenomeno del bullismo. Prevedendo una semplificazione normativa e l’effettiva applicazione dell’articolo 612 bis del codice penale per i reati di questa fattispecie.

Il bullismo è equiparato alla stregua dello stalking: i pentastellati da una parte inseriscono nello stesso articolo due aggravanti quando i fatti vengono commessi da tre o più persone oppure con finalità discriminatorie; dall’altra stabiliscono che anche in presenza di casi non particolarmente gravi i dirigenti scolastici debbano inoltrare una segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni per l’adozione di provvedimenti amministrativi e non penali.

A palazzo Madama il Movimento 5 stelle, con una proposta della senatrice Donno, per i reati di cyberbullismo punta a perseguire anche chi ha una età al di sotto di 14 anni. Chiede inoltre che sia istituito, con un decreto ministeriale, un tavolo permanente alla presidenza del Consiglio, che sia stanziato un fondo di 150 mila euro e che siano coinvolte maggiormente le famiglie.

Allo stesso tempo M5s intende inserire dei meccanismi premiali per quegli studenti che si distinguono in esempi positivi. Il governo con il ministero dell’Istruzione ha varato un protocollo e a breve partirà una campagna di sensibilizzazione sulla tv pubblica.

La Lega, invece, punta ad introdurre sette articoli al codice penale e prende come punto di riferimento il codice di autoregolamentazione che prevede una distinzione tra utente adulto ed utente minore all’atto della connessione ad Internet. La proposta di legge, depositata alla Camera dall’esponente del partito di via Bellerio Tateo, obbliga i provider ad offrire a chiunque abbia un accesso a Internet “servizi di Navigazione Differenziata, secondo le tecnologie esistenti”. Viene istituito un elenco dei provider presso il ministero dello Sviluppo.

Si punisce “ai sensi dell’articolo 528 il fornitore di connettività alla rete Internet che non adempie all’ordine dell’Autorità giudiziaria di interrompere la trasmissione di scritti, disegni o immagini osceni”. I provider che “violano e non rispettano quanto prescritto” incorrono in sanzioni amministrative (da 10 a 50 mila euro).

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Autore dell'articolo: admin