La storia della bambina che vuole Gesù nella canzone di Natale è piaciuta a Salvini


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Pierpaolo Scavuzzo / AGF 


 Una statuina del Bambino Gesù




Una bambina si è ribellata contro l’invito a non pronunciare il nome di Gesù durate una recita di Natale e ha portato avanti una protesta culminata in una nuova sconfitta per il politicamente coretto a ogni costo. Dopo il caso delle maestre di Bologna che volevano censurare le favole perché non turbassero i bambini, in una scuola elementare di Riviera del Brenta, in Veneto, le maestre avevano deciso di omettere dalla canzoncina “Buon Natale in allegria” le parole “Questo il giorno di Gesù”, lasciando solo “Su brindiamo! Fetseggiamo!”. 

Secondo quanto riporta il Gazzettino di Padova, il timore delle maestre era di offendere la sensibilità dei vicini di banco non cattolici, ma una bambina della quinta elementare si è ribellata, ha raccolto le firme dei compagni e ottenuto alla fine che nella recita natalizia il brano fosse cantato nella versione originale.

Da alcuni giorni la classe stava facendo le prove della canzone “Natale in allegria” e quando le insegnanti hanno pensato di omettere dal testo il nome di Gesù, la bambina, senza dire nulla a casa, ha avviato una petizione  sottoscritta dalla quasi totalità dei bimbi in aula, inclusi alcuni bimbi musulmani, costringendo le maestre alla retromarcia. 

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha condiviso la notizia su Twitter definendo “inqualificabili” le maestre ed “eccezionale” la piccola. “Ma come si può anche solo pensare che la parola “Gesù” in una canzone natalizia a scuola possa offendere qualcuno??? Eccezionale la bimba, inqualificabili le maestre. Giù le mani dalle nostre tradizioni!”.

 

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