La savana, i tramonti, la terra rossa In moto nel cuore del Burkina Faso


Il Burkina uno dei Paesi pi poveri del mondo. La vita difficile e la natura beffarda: per met savana semidesertica, mentre l’altra met coperta da foreste equatoriali impenetrabili. Per quattro mesi l’anno le piogge spadroneggiano portando inondazioni e malaria, mentre per i restanti otto c’ la siccit: una bella fregatura, no? Ma queste due settimane passate in moto in questo Paese cos sfortunato ci hanno colpito al cuore.

La scuola dei ragazzi di strada

A iniziare da Garage Italia, una scuola di meccanica e alfabetizzazione per ragazzi di strada, che al termine degli studi sapranno leggere, scrivere e aggiustare quantomeno i motorini cinesi Kingo, che pullulano sulle disastrate strade del Paese. Oltre alle ore di lezione, ai ragazzi viene fornita gratuitamente una maglietta e un pranzo quotidiano, tutto grazie a Bambini nel Deserto, diretta da Luca Iotti, una grande Onlus Italiana, molto attiva in Africa, supportata da Motul. Le madri bussano alla porta di Garage Italia: Aiutatemi, ormai mio figlio ha 14 anni e sta tutto il giorno per strada, se non me lo prendete, non so che fine far…

Tre moto, tre classici africani

Le tre moto che ci aspettano a Garage Italia arrivano qui dall’Italia, guidate dai generosi proprietari che le lasciano in regalo all’associazione. Io user un Transalp, i miei compagni di viaggio Francesco Veneziani e Andrea Livio, rispettivamente, una Yamaha XT e un rockeggiante Suzuki DR che impenna come un puledro impazzito. Tre classici della conquista dell’Africa, perfette per qualche migliaio di chilometri tra (poco) asfalto e (molto) sterrato. Qualche sorpresa ce la daranno, ma va bene cos, sarebbe irragionevole chiedere loro di pi. E allora via per un giro che, dalla capitale Ouagadougou, ci porter a Bobo Diulasso, la seconda citt del Paese, e da l alle cascate di Banfora, e poi al parco di Nazinga, famoso per i coccodrilli e gli elefanti (ma noi non li vedremo, perch la stagione delle piogge e l’erba molto alta impedisce gli avvistamenti), all’antico villaggio di Tiebel e a Nagreongo, immersa nella savana. Le foreste e i guadi non sono affatto male, ma quello che ci ha affascinato di pi sono le persone. La gioia, l’allegria e l’accoglienza che il popolo burkinab ci ha riservato, dai notabili fino alla pi misera delle venditrici di banane, sono la cosa pi preziosa che ci ha regalato il Burkina Faso.

Nama, il mago dei gommisti

Inizia la danza, signori. Direzione Bobo Dioulasso. Un continuo saltare tra asfalto e piste, e in breve se ne va la prima gomma. Ci pensa Nama, un ragazzo di 16 anni che vive a sessanta chilometri dalla strada principale, in un villaggio di capanne nella foresta tra il Ghana e il Burkina, raggiungibile solo su sentieri. Cambia le gomme a tutto quello che ha le ruote, specie se made in China, cos quando si rompe i ricambi costano poco. Cambia le camere d’aria senza togliere le ruote dal mozzo, come cavolo fa? Stallona, sfila, ripara e rinfila. Usa un cacciavite e una sola leva. E non pinza mai la camera d’aria. Non ha bisogno di sapone o di olio per far scivolare il pneumatico sulla spalla. Lo sa fare, bravo. E poi qui ci sono sempre 30 gradi e quindi la gomma morbida. Ripara la camera con una pezza di gomma e a volte una resistenza che la vulcanizza. Ci chiede 180 CFA, circa 30 centesimi di euro.

Anyang fa le treccine

Mentre aspettiamo che Nama finisca il suo intervento, notiamo Anyang, che fa le treccine ed molto carina. Vive nel retro del negozio dove, con la madre, lavora i capelli delle ragazze del villaggio, ma spesso capitano anche donne di fuori. Lei ci guarda mentre beviamo, con quegli occhi seri e apparentemente indifferenti. Finiamo la nostra acqua e riaccendiamo le moto. Anyang abbassa lo sguardo sulle sue dita che intrecciano i capelli di una bambina di dieci anni.

Seidu, il guaritore-stregone

Le cascate di Banfora sono interessanti, ma in fondo nulla di speciale. Ci affascinano di pi le savane, dove incontriamo il magnifico Seidu, un guaritore-stregone che ha 48 anni e sessanta mogli. Ed eccolo in mezzo al suo popolo, a centinaia lo aspettano e sono gi seduti da ore di fronte al trono leopardato, con appoggiapiedi. Sono seduti in terra, a uno a uno vengono portati a braccia al suo cospetto e Seidu li spedisce via con una rapida benedizione, che si manifesta in un paio di calci nella schiena, o anche solo puntando il dito verso il malato. Chiss cosa avevano? Mal di testa? Malaria? Mal di pancia? Dissenteria. Non importa, finch si alzano. E questi si alzano: la magia funziona. Ma non finita: Seidu ha voluto fare bella figura con noi motociclisti italiani e ci ha regalato… due mogli! Ha preso a caso due delle ragazze della sua corte e ha detto: Tu e tu, venite qui. Adesso siete di propriet di questi due uomini bianchi.

La polvere rossa

Le due sventurate, Nyela e Mabela, ci hanno guardato con occhi pieni di paura. Avremmo voluto dire loro: Tranquille, non vi porteremo via. Ma forse sarebbe suonata come un affronto al sommo Seidu e un’offesa alla loro bellezza. Cos siamo rimasti in silenzio e in imbarazzo, con la speranza che il fluido magico di Seidu giovasse anche alle moto, ne avevano davvero bisogno. Ripartiamo nella polvere rossa tipica dell’Africa subtropicale. sera e il tramonto arriva all’improvviso, qui in Burkina, e dura un battito di ali. Alle sei e un quarto, a tradimento, il sole se ne va. E dovunque tu sia, ti lascia al buio.

2 febbraio 2017 (modifica il 10 febbraio 2017 | 17:41)

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Autore dell'articolo: admin