La Rai senza immaginario


Il manifesto di domenica scorsa ne ha già parlato. Tuttavia, la polemica è cresciuta molto. Giustamente. Si tratta dell’ipotesi di cambio di destinazione d’uso dei canali 24 e 25 del digitale terrestre, oggi utilmente adibiti a trasportare «Rai Movie» e «Rai Premium»: pezzi forti dell’offerta di film, audiovisivi e fiction del servizio pubblico. E sono free, aperti, non criptati o a pagamento. C’è il canone, ovviamente, ma il costo è assai inferiore a quello della pay tv, a cominciare dall’esoso … Continua

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