La ragione per cui Cristiano Ronaldo ha rinunciato ai tatuaggi non fa notizia


Il serpentone dei giovani in fila a Napoli non è per comprare il biglietto del concerto ma per donare il midollo. Hanno tra i 16 e i 36 anni, sono ragazzi e ragazze, e vogliono dare una speranza di vita al piccolo Alessandro Maria Montresor e ai suoi genitori. Non è solo Napoli ad aver risposto con un cuore grande così.  È successa la stessa cosa anche a Milano e i giornali stanno scoprendo che i giovani sono generosi e che i social non sono solo virtuali ma riescono anche a coinvolgere le persone e a portarle per strada a regalare pezzetti della loro vita.  

Chi si lamenta dei tatuaggi dei figli sappia che ci sono anche giovani che non se ne fanno per essere disponibili a donare sangue e non solo. Come Cristiano Ronaldo, uno dei loro eroi. Il campione della Juventus, al contrario di molti suoi colleghi tatuati dalla testa ai piedi, cresciuto in una delle zone più povere di Madeira, ha sempre avuto un’attenzione particolare verso i bambini più sfortunati, portatori di malattie debilitanti. È interessante raccontarlo con le sue parole perché valgono più di un gol in rovesciata: “Non ho tatuaggi perché dono il sangue molto spesso. Anche donare il midollo osseo non costa nulla, è un processo semplice anche se le persone pensano sia qualcosa di complicato. Dopo averlo fatto ti senti felice perché sai che stai aiutando un’altra persona. Il mio compagno di Nazionale Carlos (Martins, 17 presenze dal 2006 al 2013, ndr), ci ha parlato una volta del problema con suo figlio e noi giocatori abbiamo dimostrato grande unità per dargli una mano. Era una situazione molto complicata.”

Quindi, la prossima volta che troveremo il torace nudo di Ronaldo alla fermata della Metro, non pensiamo subito solo ai soldi, all’esibizionismo e alla vanità, ma ricordiamoci che quello è anche uno spot a favore della donazione. Del sangue e non solo. Perché i giovani sono in fila non solo perché Alex fa tenerezza ma anche per tutti quelli che ne avranno bisogno.

È un po’ triste che la generosità dei giovani faccia notizia. Quando noi adulti ci ripetiamo che “alla loro età io facevo…” dovremmo ricordarci che alla loro età anche noi eravamo generosi. E, per di più, avevamo davanti un paese in condizioni molto migliori delle attuali, dove chi era bravo a scuola trovava un buon lavoro in Italia, il mondo delle relazioni affettive era  molto più stabile di quello odierno e i ponti non crollavano. Dovremmo ogni mattina aver presente che, per qualche recondito motivo, tendiamo a ricordare e a rilevare più le cose brutte di quelle belle, più il negativo del positivo. Di sicuro, per esempio, tutti conoscono la vicenda di Ronaldo e del suo presunto stupro ai danni di Kathryn Mayorka ma forse pochi sapanno che il portoghese evita i tatuaggi perché dona sangue. Sa va sans dire.




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