La prima scuola ‘phone free’ di Italia si trova a Piacenza


La prima scuola 'phone free' di Italia si trova a Piacenza



Una custodia ‘speciale’ sui banchi di scuola in grado di bloccare completamente l’attività dei cellulari: il liceo scientifico ad indirizzo sportivo, San Benedetto di Piacenza è la prima scuola ‘phone-free’ d’Italia grazie ad un innovativo progetto partito proprio questa mattina con l’inizio delle lezioni. Nessuna protesta né sorpresa per i cento studenti del liceo paritario già preparati alla novità. Come del resto anche per i genitori ‘convocati’ sabato scorso per un riassunto dell’attività didattica.

Prima di entrare in aula, i ragazzi e le ragazze, si sono riuniti nel cinema-teatro del liceo per la presentazione della speciale ‘tasca’, chiamata “Yondr” prodotta negli Stati Uniti e già sperimentata in diversi college americani, che ‘rinchiude’ e scherma i dispositivi. Si tratta, in pratica, di una custodia a tutti gli effetti dotata anche di una sorta di sistema ‘anti-taccheggio’ che implica una speciale base per poterla sbloccare. Una volta chiusa dall’insegnante alla prima ora potrà essere ‘liberata’ dagli stessi docenti alla fine delle lezioni. Il cellulare resterà così vicino al proprietario ma non potrà essere utilizzato.

‘Padre’ del progetto ‘phone-free’ è Fabrizio Bertamoni, preside del liceo San Benedetto. “Qualche ragazzo – ha spiegato il preside intervistato dall’Agi – forse sentirà un po’ la mancanza del cellulare. Ma non ci sono state proteste o lamentele. Le lezioni sono state regolari. Vedremo in futuro. Questa non è una iniziativa punitiva ma ha una finalità pedagogica. Lo scopo e’ aiutare i ragazzi a socializzare maggiormente con l’ambiente circostante”. 

Ad ispirare il preside è stato il celebre fisico Stephen Hawking, scomparso nel marzo scorso. “Mi stavo aggiornando sul web sulle nuove tecnologie per la scuola. Hawking era morto da poco – ricorda Bertamoni – e mi era rimasta impressa la sua frase ‘ricordatevi di guardare le stelle’. Così ho pensato che fosse importante anche per i ragazzi il fatto di alzare lo sguardo al cielo, ovvero, di distogliere gli occhi dal display”. Cosa si aspetta da questo progetto? “Auspico che i giovani – ha risposto Bertamoni – riescano ad interagire di più con la realtà che li circonda, con chi è vicino e presente. Mi aspetto che buona parte dei ragazzi riconosca l’opportunità che nasce dal distogliere lo sguardo dal telefono. Senza dimenticare, infine – ha concluso il preside – l’importanza di evitare gli effetti collaterali legati all’uso del telefonino in classe. Penso ad esempio al cyberbullismo”. 

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Autore dell'articolo: admin