La prima giornata della Maker Faire 2018 raccontata in tre momenti


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 Contrasto


 L’apertura della Maker Faire Rome 2018




“Come maker dobbiamo capire in che direzione andare per trasformare la tecnologia in qualcosa di creativo. Comprensibile a tutti e utile alla imprese”. Con queste parole il curatore della Maker Faire e co-founder di Arduino ha segnato il suo intervento alla Opening Conference dell’iniziativa in programma alla Fiera di Roma fino al 14 ottobre.

Tre giorni organizzati dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera. Alla opening conference, condotta da Riccardo Luna e dedicata ai Groundbreakers – Pioneers of the future, sono intervenuti il sindaco di Roma Virginia Raggi, il Presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti.

Tra i pionieri del futuro, presente anche Don Eyles, il programmatore che scrisse il codice sorgente delle missioni Apollo e che portò l’uomo sulla Luna, Sara Roversi, del Future Food Institute, e il musicista e sperimentatore Alex Braga, che ha duettato con il pianista e compositore Francesco Tristano con il suo A-MINT Artificial_Musical_Intelligence. Nel corso dell’evento è stata presentato anche il quinto rapporto AGI/Censis “Perché all’Italia conviene l’economia circolare“, realizzato nell’ambito del programma “Diario dell’Innovazione” della “Fondazione Cotec”, che indaga la reazione degli italiani di fronte ai processi innovativi.

“La Maker Faire di Roma – ha ribadito Massimo Banzi, appena di ritorno dalla Maker Faire di Shenzen in Cina – se la vede con quella in California per numero di partecipanti. Siamo partiti nel 2013 all’EUR con 35 mila persone, con i romani che facevano la fila sotto la pioggia – ha ricordato – oggi siamo un’iniziativa da 680 espositori tra maker e sponsor. Dove vogliamo arrivare?”.

Tra le novità di questa sesta edizione, il co-founder di Arduino ha ricordato l’attenzione “ai makers dello spazio e al biohacking. “Mi piacerebbe – ha detto ancora – che i makers si impegnassero in industria 4.0, che ha bisogno dei maker, perché i maker hanno nel loro DNA la semplificazione delle tecnologie e possono dare un contributo”. 

Un mare di giovani

Il presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti ha parlato di “scommessa riuscita”, di un progetto iniziato 6 anni fa, tra la sua incredulità, e ha ricordato il “mare di giovani” della prima edizione della Maker Faire Rome, all’EUR, a Palazzo dei Congressi, nel 2013. “Il modo più bello per iniziare” ha detto Riccardo Luna, che ha presentato la Opening Conference, a proposito della mattina dedicata alla formazione e alle scuola. Momento con cui da sei anni si apre la Fiera degli Innovatori. “Capimmo allora – ha ricordato Tagliavanti – che stavamo percorrendo il primo metro per la costruzione di qualcosa di importante per la nostra città. Dopo 6 anni posso dire che è una scommessa riuscita”. Per Tagliavanti sono state due le parole chiave del suo successo, dare coraggio e riunire, proprio in “un momento in cui c’è paura del futuro e c’è la tendenza a dividersi”. 

Il 5G a Roma per migliorare mobilità, sicurezza e cultura

Il sindaco di Roma Virginia Raggi si è detta “orgogliosa di ospitare questa fiera a Roma, una delle più importanti al mondo”. Ha ricordato poi che “da quando ci siamo insediati abbiamo iniziato a digitalizzare l’amministrazione, a cambiare il sito che c’era, rendendolo più rispondente e adesso può adattarsi a tutti i supporti. Abbiamo iniziato a creare rapporti diretti di partecipazione con i cittadini”.

E ha parlato anche di 5G. “Lo stiamo introducendo all’interno della città, soprattutto concentrandolo su tre settori: quello della mobilità intelligente, della sicurezza e della cultura. Stiamo lavorando per rendere sempre più digitale l’amministrazione, cercando di traghettare l’amministrazione nel futuro, che poi è il presente, e tutto quello che viene presentato qui alla Maker Faire può essere uno strumento ulteriore, sia per far crescere le nostre imprese, sia per implementare dei sistemi che l’amministrazione può utilizzare”.

L’esplorazione deve diventare il principio organizzatore dell’innovazione

Nel corso della opening conference sono stati ricordati i progetti WASP di Massimo Moretti, è stato fatto il punto su Emilia IV, l’auto a energia solare. E poi c’è stato l’intervento di Don Eyles, l’ingegnere che ha scritto il codice di atterraggio dell’Apollo, quello che ha portato l’uomo sulla Luna. Don Eyles ha raccontato tutte le difficoltà incontrate lungo il progetto, da quella nel creare un’interfaccia uomo macchina a quella di decidere che compiti assegnare alla macchina e all’uomo. Ha mostrato anche il sistema di guida inerziale pensato per mantenere correttamente la rotta e anche alcune foto ed immagini storiche dei simulatori.

“Oggi – ha detto – tutti possono avere il computer dell’Apollo a disposizione. L’innovazione? Si usa per la guerra (qui la creatività va persa), per denaro, si diventa milionari in poco tempo, ma si finisce schiavi del sistema. E si può utilizzare per l’esplorazione, che è il principio primo della creatività. In quegli anni – ha ricordato – c’era questa aspirazione. Vorrei che quella spinta possa diventare il principio organizzatore dell’innovazione. Se questo accadrà darà al mondo una direzione positiva”.

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