La partita sullo sblocca cantieri non è finita


lega m5s sblocca cantieri

Pierpaolo Scavuzzo / AGF 


 Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini




Dopo circa due ore il Cdm ha approvato salvo intese il decreto sullo sblocca cantieri. Un provvedimento quindi che sarà al centro di nuove trattative tra M5s e Lega e probabilmente riveduto in Parlamento. Il partito di via Bellerio prima dell’inizio della riunione di governo ha ribadito la propria posizione. “Non hanno inserito nulla di quanto avevamo chiesto. Noi alla Camera stravolgeremo il testo”, la promessa.

Ma in attesa che i contraenti del programma di governo chiudano l’accordo sulle opere da realizzare e sul codice degli appalti (M5s punta, tra l’altro, su una procedura aperta ma anche sulla possibilità di rafforzare l’articolo 97 del codice, prevedendo un algoritmo per eliminare le offerte basse), si aprono nuovi fronti all’interno della maggioranza.

La settimana prossima arriverà in Cdm il decreto Crescita Italia. Al momento c’è un confronto tra Mise e Mef, viene sottolineato. “Noi – spiega un ‘big’ della Lega – avremmo voluto fare tutto insieme, ma M5s frena perché non ha alcuna proposta da illustrare”. Il partito di via Bellerio punta su 450 milioni da mettere sul tavolo per i comuni che vogliono investire e su incentive alle imprese, con la possibilità di arrivare all’Ires al 20% in due o tre anni. “Le altre misure ci saranno più avanti”, viene spiegato. “Sulla flat tax si può cominciare per gradi, quest’anno pagano il 15% già alcuni professionisti. Noi vogliamo dare un segnale al ceto medio, che è quello che mette soldi in circolo”, ha sottolineato Salvini.

Anche Di Maio nei prossimi giorni illustrerà le misure che il Movimento 5 stelle sta preparando. “Con M5s andiamo avanti tranquilli”, la rassicurazione del segretario del partito di via Bellerio. “Dopo le Europee – promette una fonte parlamentare leghista – saremo noi ad avere le chiavi della politica economica”.

Nei prossimi giorni ci sarà un confronto tra Lega e M5s anche sul tema della sicurezza. “Il 27 marzo – la promessa fatta da Salvini ai fedelissimi – la legittima difesa sarà legge”. “Il problema della sicurezza va affrontato con ancora più forza e come vicepremier mi impegnerò nei prossimi giorni a fare una proposta che migliori le condizioni di sicurezza interna dell’Italia”, ha rilanciato Di Maio in un’intervista al Tg1.

Un Consiglio dei ministri ad alta tensione

Sono state nondimeno forti le tensioni tra gli esponenti della Lega e quelli del M5s registrate nel corso della ripresa del Consiglio dei ministri, in serata. Lo riferiscono fonti governative di entrambi i partiti, che hanno partecipato alla riunione, durata circa due ore. Il tema sul quale lo scontro è stato piu’ aspro è quello dell’edilizia privata e in particolare le misure che il partito di Matteo Salvini voleva introdurre nel decreto sblocca cantieri per incentivare la riqualificazione urbana, cui si opponevano i pentastellati.

Secondo fonti della Lega, il compromesso di massima che era stato raggiunto prima della ripresa del Cdm prevedeva un via libera ‘salvo intese’, come in realtà alla fine è stato. Mentre i ministri pentastellati e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte avrebbero insistito a lungo, ma inutilmente, per ottenere dagli alleati il via libera definitivo al testo, si riferisce.

Stando a quanto, invece, riportato da fonti governative 5 stelle, fondamentale è risultato l’intervento di Conte affinché la situazione si sbloccasse: il premier è dovuto intervenire più volte prendendo in mano la situazione. Dai 5 stelle si fa notare in particolare l’atteggiamento contraddittorio degli alleati di governo che per giorni hanno chiesto, con Matteo Salvini, che il decreto sblocca cantieri si approvasse in “fretta” mentre nelle ultime ore hanno dato impressione di voler stoppare tutto.

Le tensioni hanno raggiunto un livello tale che, anche per i rispettivi impegni istituzionali e non – si fa notare da fonti governative leghiste – non sono in agenda incontri fino a martedì.

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Autore dell'articolo: admin