La nuova legittima difesa è legge. Ecco cosa cambierà


È arrivato in tarda mattinata l’ok definitivo al Senato al disegno di legge che va a riformare la legittima difesa in Italia, una novità fortemente voluta dalla Lega di Matteo Salvini e ora diventata legge a tutti gli effetti con 201 voti a favore, 38 contrari e 6 senatori che hanno preferito astenersi.

Presente in Aula anche il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, pronto a festeggiare per la conversione in legge del discusso provvedimento:

Questo 28 marzo è un giorno bellissimo non per la Lega ma per gli italiani. Dopo anni di chiacchiere e polemiche è stato sancito il sacrosanto diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito a casa sua, nel suo bar, nel suo ristorante. Non si legittima il Far West ma si sta con i cittadini perbene.

Cosa cambierà in Italia grazie a questa legge?

Legittima difesa: cosa cambierà in Italia

Il testo del disegno di legge, così come approvato dal Senato in terza lettura, va a cambiare in modo radicale il diritto alla difesa di chiunque venga aggredito nella propria abitazione o attività commerciale.

La difesa, secondo la nuova legge, sarà sempre considerata legittima se finalizzata a proteggere la propria incolumità o quella altrui, ma anche i propri beni o quelli altrui se è presente il pericolo di un’aggressione. Una delle modifiche apportate all’articolo 52 del codice penale recita:

Nei casi di cui al secondo e al terzo comma agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone.

Questo è il primo punto che fa storcere il naso a chi non vuole che l’Italia si trasformi in una sorta di far west in cui prima di spara, proprio perchè la difesa sarà sempre considerata legittima, e successivamente sarà la giustizia a dover provare che non si era affatto trattato di un atto legittimo. Se si parte dal presupposto che le probabilità di farla franca sono maggiori, ci si sentirà più propensi ad aprire il fuoco.

Il nuovo testo stabilisce anche che “la punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito nelle condizioni di cui all’articolo 61, primo comma, numero 5), ovvero in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto“.

E questo è il secondo aspetto fortemente criticato. Come si stabilisce lo “stato di grave turbamento“? Come si quantifica e quanto è concreto il rischio di interpretazione soggettiva di queste quattro parole? È doveroso precisare che secondo la nuova legge “sussiste sempre il rapporto di proporzione” tra offesa e difesa, ma questo “stato di grave turbamento” potrebbe anche permettere a chi commette volontariamente un omicidio – invitando a casa qualcuno e poi sparandogli o riuscendo comunque a provare un’invasione della propria proprietà – potrebbe usare quel “grave turbamento” per vedersi derubricare l’accusa in omicidio colposo, con una importante riduzione della pena.

Il testo, infatti, stabilisce che “quando, nel commettere alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 51, 52, 53 e 54 si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall’ordine dell’autorità ovvero imposti dalla necessità, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo. Nei casi di cui ai commi secondo, terzo e quarto dell’articolo 52, la punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito nelle condizioni di cui all’articolo 61, primo comma, numero 5), ovvero in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto”.

Anche in caso di condanna, però, si potrà riuscire ad evitare il carcere. L’articolo 3 della riforma va a modificare l’articolo 165 del codice penale e stabilisce che “nel caso di condanna per il reato previsto dall’articolo 624-bis, la sospensione condizionale della pena è comunque subordinata al pagamento integrale dell’importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa“.


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Autore dell'articolo: admin