La meningite eosinofila portata dalle lumache e dai topi


La meningite eosinofila una malattia portata da un parassita, l’Angiostrongylus cantonensis, che un verme. Abbiamo chiesto alla dottoressa Silvia Nozza, infettivologa presso l’IRCCS – Ospedale San Raffaele di Milano, di parlarci di come si sviluppa questa patologia.

La genesi della patologia

Nel nostro Paese molto rara, deriva da un verme (lungo circa 2 cm), le cui uova infestano i polmoni dei roditori. Attraverso le feci dei ratti le uova vengono ingerite dalle lumache della terra e diventano larve. Nel ciclo normale le larve tornano nei ratti e cos via. In questo caso il ragazzo ha ingerito la lumaca con dentro la larva, che passata dall’intestino al sangue e dal sangue al cervello causando la meningite eosinofila, una delle forme peggiori perch anche se con le cure riesco a uccidere il parassita, i danni che ha fatto al cervello rimangono per sempre. In questo caso il parassita andato nel centro del cervello che comanda la mobilit. I sintomi cominciano nello stomaco con diarrea, nausea e vomito perci all’inizio difficile curare la persona come avesse una meningite. Le conseguenze poi della patologia variano in base alla localizzazione dell’infezione.

Endemica nel Sud Est asiatico

Questa malattia, comunque rara, endemica nel Sud Est asiatico e ha come prevenzione il fatto di non mangiare le lumache crude. Nelle lumache cotte le larve muoiono. I casi registrati negli ultimi anni sono arrivati a circa 2.800 con una variante del parassita che si trova in Costa Rica. La diagnosi viene attuata in quattro modi: tramite conta leucocitaria, puntura lombare, esami radiologici al cervello o tramite esami sierologici. La cura viene effettuata tramite antielmintici e antinfiammatori, generalmente uniti a corticosteroidi nelle infezioni pi gravi.

5 novembre 2018 (modifica il 5 novembre 2018 | 18:59)

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Autore dell'articolo: admin