La malattia reumatica mi ha fatto scoprire un altro mondo: pieno di dolore, sofferenze, rinunce. Ma oggi sono in un’associazione e aiuto i ragazzi come me a combattere


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Ho iniziato a sentirmi male l’1 novembre 2017 e il 5 dicembre 2017 mi è stata diagnosticata una connettivite indifferenziata di impronta lupica. Io direi direttamente lupus, ma forse così fa meno paura. Dagli ultimi esami di luglio posso finalmente sostenere di essere in remissione. Continuo sempre e con molta attenzione le mie cure e ora sto nettamente meglio.

Oggi è il giorno in cui mi volto, guardo la malattia e la rimetto al suo posto in un angolo del mio cuore. Oggi è il giorno in cui parlo a me stessa e mi congratulo, meravigliata, per la forza che sono riuscita a trovare, per il coraggio che ho dimostrato di avere, per la voglia di continuare a vivere «normalmente» che pensavo di aver perso da qualche parte, tra tutti quei non è giusto e quei perché a me. Le malattie reumatiche sono difficili da comprendere, non percepibili allo sguardo, ma tanto dolorose al tatto.

Da novembre 2017 è cambiata la mia vita e anche quella della mia famiglia, è cambiato il mio modo di percepire il mondo proprio perché ne ho scoperto un altro, fatto di dolori, sofferenze e rinunce, che nessuno a 25 anni dovrebbe mai scoprire.

Sembrava tutto cambiato, invece, grazie al supporto costante dei miei genitori e di dottori meravigliosi che hanno costruito un immenso muro protettivo attorno a me, ho scoperto il lato positivo della malattia, che mi ha permesso di apprezzare le piccole cose che prima erano diventate scontate e mi ha reso la guerriera che sono.

Il lupus ha rallentato la mia vita per mesi, ma alla fine sono riuscita a riconquistarla e a portare a termine il mio obiettivo. Essendo tornata a casa dei miei genitori e non potendo fare molto altro a causa dei terribili dolori, lo studio è stato il mio miglior compagno, ma stando molto da sola ho anche avuto modo conoscermi meglio e capire profondamente che non potevo buttare all’aria un anno di studio e di fatica. Per questo motivo credo che nonostante tutto il lupus mi abbia dato la forza di rimettermi in carreggiata e trovare un nuovo equilibrio.

Prima facevo mille cose: lavoro, studio, ero sempre disponibile con tutti. Adesso invece sono in grado di dare il valore giusto alle cose, selezionandole. A differenze delle altre malattie, le malattie reumatiche tutte sono di tipologia autoimmune, non se ne andranno mai, per questo è necessario trovare il giusto modo per contrastarle (sia con le medicine, chiaramente, ma anche con un approccio positivo!).

Tanta pazienza, tanta speranza e tante novità si sono aperte davanti a me: un’associazione di ragazzi che combattono tutti i giorni, colmi di speranze e progetti, pronti a realizzare i propri sogni! La vita è imprevedibile, ma porta sempre con sé delle sorprese inaspettate e con lo spirito giusto si riesce sempre a trovare dentro di sé l’energia per poter affrontare tutto questo.

Oggi è il giorno in cui mi volto, penso a ieri, alla discussione della mia tesi di laurea magistrale, alla corona di alloro, al risultato raggiunto in anticipo rispetto ai tempi previsti, penso alla mia famiglia, al mio ragazzo e ai miei amici vicino a me, e dico GRAZIE, a loro e a me stessa, per aver raggiunto questo incredibile risultato.

 C. F.

Questa testimonianza rientra nel Progetto «Malattia come opportunità» di Corriere Salute


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Autore dell'articolo: admin