La malattia di Crohn? Una maratona in cui bisogna partire veloci


Se ne parla poco per imbarazzo e vergogna. E questo aumenta il disagio di chi ne soffre. Dolori addominali e crampi, diarrea prolungata, perdita di peso, febbricola, fatica sono i sintomi più comuni della malattia di Crohn, che è caratterizzata da un’infiammazione cronica e acuta del tratto gastrointestinale. Sono circa 70mila gli italiani che ci convivono e non fa distinzione di genere, insorge soprattutto tra i 20 e i 30 anni, più raramente dopo i 65, ma non risparmia neppure bambini e adolescenti. Può colpire in modi diversi e, poiché i sintomi sono comuni ad altre patologie, può capitare che non sia diagnosticata immediatamente. Per la diagnosi si eseguono dei test di laboratorio e strumentali quali TAC, risonanze magnetiche. Le colonscopie e le gastroscopie sono utilizzate per localizzare la patologia lungo il tratto intestinale e capirne la gravità. L’importante è iniziare presto, prima si inizia con il trattamento migliori sono i risultati per il paziente.

Ridurre l’infiammazione

L’obiettivo delle terapie è ridurre l’infiammazione che scatena i sintomi, migliorare la prognosi di lungo termine e limitare le complicazioni. In alcuni casi è possibile non solo avere un alleviamento dei sintomi, ma anche una remissione nel lungo periodo. Quando farmaci e dieta non riescono più a controllare a lungo i sintomi o altre complicazioni può essere necessario l’intervento chirurgico. È ora disponibile in Italia ustekinumab, un anticorpo monoclonale, che colpisce contemporaneamente due target. Questa doppia azione si traduce in un beneficio clinico che ha dimostrato di offrire una combinazione in termini di velocità di azione e durata del mantenimento della remissione. I dati scientifici hanno mostrato la rapidità dell’azione già nel breve periodo e la durata dell’effetto del farmaco: a 2 anni, nel 75% dei pazienti in terapia, la malattia è risultata in remissione.

Efficacia a lungo termine

«Oggi il più grande bisogno ancora non soddisfatto delle persone affette dalla Malattia di Crohn – spiega Silvio Danese, responsabile Centro per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino, Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI) – è combinare un miglioramento repentino, che possa risolvere la dolorosa fase acuta, con l’efficacia mantenuta nel lungo periodo, per permettere al paziente di stare bene negli anni senza dover affrontare ricadute e cambi di terapie. Questa nuova opzione terapeutica apre per la prima volta un ampio orizzonte fino a ora inesplorato, quello del più lungo periodo libero da malattia mai osservato fino a ora». Gli studi mostrano come, fino al 25-30% dei casi, i pazienti trattati con gli agenti anti-TNF non rispondano alla terapia già tra le 12 e le 16 settimane dall’inizio del trattamento. Tra questi, si va incontro a un secondo fallimento nel medio lungo periodo in una percentuale che oscilla tra il 20% e il 45% dei pazienti.

Farmaco sicuro ed efficace

«Se consideriamo le caratteristiche della patologia da un lato e lo stato attuale dello standard terapeutico dall’altro, abbiamo una situazione in cui la risposta più importante da dare al paziente è quella di un farmaco che sia sicuro ed efficace nell’immediato e che mantenga la risposta nel tempo, e questo significa evitare i fallimenti delle attuali terapie e soprattutto ridare una prospettiva di normalità alla vita di queste persone- spiega Ambrogio Orlando, responsabile della Unità di Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti “Villa Sofia-Cervello” di Palermo -. Un elemento di novità è rappresentato dallo schema di somministrazione del farmaco, che prevede solo la prima induzione per via endovenosa presso il centro e poi la terapia di mantenimento da farsi ogni 3 mesi per via sottocutanea».

«L’agenda impossibile»

«Aspettando Crohn. L’agenda impossibile» è la campagna sociale per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia, ma soprattutto sulla complessità della condizione della persona malata di Crohn, patrocinata da A.M.I.C.I. Onlus e IG-IBD (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Diseases) e promossa da Janssen Italia. La malattia di Crohn è spesso causa di disagio sociale. «Rende difficili tanto le relazioni personali e più intime, quanto quelle lavorative e sociali – spiega Enrica Previtali, presidente di AMICI Onlus, l’associazione che tutela le persone colpite da Mici -. È una malattia di cui non si parla, perché imbarazzante, per via dei classici sintomi. Spesso i malati soffrono in silenzio. A volte rischiano il posto di lavoro per le numerose assenze a cui sono costretti. È fondamentale che di questa malattia si parli e la si conosca». Per venire incontro a questa esigenza, da ottobre, il cortometraggio «Aspettando Crohn. L’agenda impossibile», realizzato dagli youtuber romani The Pills, sarà portato nelle sale cinematografiche italiane. Prima tappa la Lombardia, con proiezioni a Milano, Monza e Cremona grazie alla collaborazione del circuito SpazioCinema. Prossimamente, sino a giugno 2019, arriverà in Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte e Sicilia. Il cortometraggio e le informazioni sulla campagna «Aspettando Crohn, l’Agenda Impossibile» e sulla malattia di Crohn sono disponibili all’indirizzo www.mici360.it.

18 settembre 2018 (modifica il 18 settembre 2018 | 11:25)

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Autore dell'articolo: admin