La lezione di Franco Mandelli


Tutti abbiamo sperimentato, qualche volta, limiti e inefficienze del Sistema Sanitario Nazionale (Ssn). Liste d’attesa, difficolt nella relazione con il personale, mancanza di posti letto, code interminabili per una visita o per pagare un ticket. Cos, quando sentiamo dire che di questo Ssn dobbiamo esserne fieri perch uno dei migliori del mondo, qualche perplessit ci assale. Eppure, l’eccellenza esiste. Per citare solo uno tra tanti rivoluzionari e simbolici successi, sono stati gli ematologi operanti nei reparti ospedalieri e universitari del Ssn italiano a dimostrare per primi al mondo che si pu guarire il 95% dei casi di una rara forma di leucemia fulminante (leucemia promielocitica a rischio basso e intermedio) usando insieme due farmaci, arsenico e acido retinoico. Ora questa cura adottata ovunque ed il golden standard per questa malattia. Allora viene lecito chiedersi, come possono concretizzarsi successi di questo genere – che vengono dall’impegno di decenni – alla luce di tutti i problemi che quotidianamente affrontiamo.

Il grande ematologo

Una grande lezione ce l’ha data Franco Mandelli, il grande ematologo scomparso un anno fa. La sua scelta, fatta negli anni ‘80, stata di promuovere e coordinare una grande rete, basata sui reparti e sui laboratori del Ssn, in alleanza con l’industria farmaceutica. Tutto ci allora era in piena contrapposizione con una organizzazione sanitaria in cui si distinguevano drasticamente ricerca e assistenza, la prima riservata alle cliniche universitarie (per i casi rari e difficili) e la seconda agli ospedali, dove validissimi medici seguivano i pazienti normali. L’idea di rete degli ematologi portava cos a cancellare di fatto il confine tra ricerca e assistenza, salendo di livello. Il progetto unico, con il paziente al centro, perch fonde assistenza – offrire la miglior procedura diagnostica e terapeutica disponibile ai pazienti in qualsiasi centro in Italia – e ricerca – curare i pazienti secondo protocolli che consentano di raccogliere le informazioni necessarie a comprendere la malattia e l’efficacia delle cure scelte.

Il gruppo Gimema

Grazie a centinaia di ematologi, questa rete – il Gimema (Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell’Adulto) – ormai profondamente integrata nei Centri del Ssn e consente di operare superando vincoli e confini formali di ruoli con l’obbiettivo di portare, quanto prima possibile ma in sicurezza, l’innovazione al letto del paziente. I suoi protocolli diagnostici e terapeutici nazionali, da un lato, consentono le stesse opportunit di trattamento a prescindere dal luogo di residenza e, dall’altro, permettono di monitorare la reale efficacia di una nuova cura e di sorvegliarne il livello di sicurezza e i potenziali effetti collaterali. questo il portato dell’eredit di Franco Mandelli, a cui noi ricercatori Gimema continueremo ad ispirarci.

12 luglio 2019 (modifica il 12 luglio 2019 | 14:56)

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Autore dell'articolo: admin