La lezione di Blue Jeans sui ragazzi, il bullismo e i social


blue jeans scrittore intervista

http://www.lawebdebluejeans.com/


Francisco de Paula Fernandez Gonzales




“Dobbiamo avere rispetto per i giovani che amano leggere, sono i futuri adulti lettori di domani. E quelli di oggi sono molto più intelligenti di quanto si possa pensare. Meritano più fiducia. Mi parlano, mi raccontano dei loro problemi. E spunta fuori il problema del bullismo. Parlate ragazzi, raccontante di questo problema”. A dirlo è Francisco de Paula Fernandez Gonzales, scrittore spagnolo che si firma con lo pseudonimo di “Blue Jeans” ed è considerato l’autore contemporaneo d’eccellenza per gli adolescenti, quello che racconta i sentimenti e i turbamenti di un’età molto particolare.

In libreria con il suo nuovo romanzo, “La ragazza invisibile” edito da Dea Planeta, Blu Jeans/Francisco compie un un salto nella scrittura che può avvicinare anche il pubblico adulto. “La ragazza invisibile” è un giallo che costituisce il primo libro di una trilogia ed è un thriller appassionante, pieno di azione, intrigo e colpi di scena. Al suo attivo Blue Jeans ha già oltre 1,2 milioni di copie vendute con altre produzioni e una comunità social da 300.000 followers ed è anche uno dei pochi autori spagnoli che ha raggiunto più di 100 trending topics mondiali e nazionali ed ha anche all’attivo un film tratto da un suo testo, vincitore del prestigioso Premio Cervantes Chico.

“Ho iniziato a scrivere per i giovani – ha spiegato all’Agi Francisco De Paula – perché i social network erano frequentati principalmente da loro. Ho cominciato con un blog, volevo essere letto dai ragazzi, e ho capito che se volevo questo, dovevo produrre qualcosa che li interessasse. L’ho fatto e mi è andata bene, ho avuto successo”.

Per Planeta, “Blue Jeans” ha scritto altri 10 libri suddivisi in tre storie diverse che parlano delle quotidianità dei giovani e dei problemi che possono all’improvviso manifestarsi a scuola, all’ università, nella vita di tutti i giorni.

Anche un altro scrittore spagnolo, Carlos Ruiz Zafon, molto noto per i suoi gialli per ragazzi è poi passato a scrivere con successo per gli adulti.

“Farò come Zafon? Non lo so, ma intanto dicono che ‘la ragazza invisibile’ sia un libro che può piacere anche agli adulti. Non sarò però io a confermare questa tesi. Ho scoperto che esiste questo fenomeno che si chiama crossover, ovvero, che un libro scritto per il pubblico degli adolescenti diventa adatto anche agli per adulti. In ogni caso, non escludo in futuro di scrivere qualcosa per i piu grandi, anche se non penso che produrre per i giovani sia sinonimo di letteratura inferiore. Al contrario, credo che a volte, dire qualcosa che sulla carta sembra avere un valore minore, sia meglio. Anche perché ci tengo ancora a sottolinearlo, la letteratura per giovani plasma i futuri lettori”.

In alcuni casi, ricorda lo scrittore, si arrivano anche a compiere gesti estremi. 

“Eh sì, anche in Spagna, purtroppo, ci sono stati molti casi di suicidio fra i giovani che sono stati vittime di bullismo a scuola e nei luoghi che frequentano abitualmente. E nessuno è stato in grado di aiutarli. Chi può farlo? È complicato intervenire. Di solito succede a scuola e allora la responsabilità viene data agli insegnanti. In Spagna ci sono classi molto numerose ed è difficile sapere cosa accade fra i ragazzi. Ma per me, il problema è nel fatto che manca l’educazione al rispetto, nella vita di tutti i giorni e anche in famiglia. Se tutti riuscissimo a a far capire che il bullismo fa del male, ma molto male e che ci sono giovani che arrivano perfino a togliersi la vita, allora forse potremmo farcela. Dobbiamo dirlo a voce alta. Io, ripeto, faccio la mia parte con i libri”.

Scrivendo per i giovani e dialogando con loro, che opinione si è fatto dei ragazzi di oggi?

“L’ho già detto e lo voglio sottolineare ancora, sono molto più intelligenti di quanto si creda. E dobbiamo dargli più fiducia. Prendiamo il loro atteggiamento su grandi temi, ad esempio quello dell’immigrazione. Oggi abbiamo una società divisa fra persone favorevoli al fatto che i migranti vadano aiutati perché non hanno colpa per essere nati in luoghi dove c’è la fame o la guerra, e persone che invece ritengono non debbano essere accolti perché non c’è pane per tutti. Ecco, ho constatato che i giovani si collocano per la maggior parte, fra quelli favorevoli ad accogliere e ammettono che queste persone non vengono da noi per vacanza ma perché perseguitate, per fame, persecuzione. Questa consapevolezza caratterizza molti ragazzi spagnoli”.

Crede che i suoi libri siano utili?

Buona parte degli adulti invece, la pensa diversamente. In Spagna la destra estrema è in espansione, ma anche la sinistra sta crescendo. Fioriscono però populismi e ed estremismi. Ma i giovani non percepiscono le cose bianche o nere, sanno che c’è anche una vasta gamma di colori. Se la mia letteratura può essere utile? Nei miei social non parlo mai di politica o religione e molte volte mi e’ stato chiesto perché. Ma io non sono sicuro, come lo sono altri, di avere il piglio giusto. Non credo di dover dare lezioni a qualcuno. Credo piuttosto che i giovani siano molto intelligenti e non ignoranti e stupidi come qualcuno vuole far credere”.

Blue Jeans a Madrid ha un ufficio particolare: è in un negozio di Starbucks Cafè. Chi vuole cercarlo lo trova sempre lì 

“Si, è vero. Il mio appartamento è molto piccolo così ho preso l’abitudine di scrivere lì. Ormai è praticamente il mio ufficio con lo stesso tavolino, la stessa sedia. Ci sto otto ore al giorno”.

Lo hanno definito il “Moccia” spagnolo, e Federico Moccia, oltre a scrivere, si è poi dedicato a trasporre i suoi soggetti sul grande schermo. 

“La Ragazza Invisibile potrebbe diventare effettivamente un film, al festival di Berlino molti produttori hanno mostrato interesse per il mio libro. Vediamo. Io potrei farne la sceneggiatura. Ma il mondo del cinema è molto complesso. Io alla regia? Difficile, è già abbastanza che un libro possa diventare un film, magari potrei ritagliarmi una particina. I lettori me lo chiedono spesso. Intanto lavoro alla terza parte del libro. Fra poco esce la seconda. E poi magari, sì, un giorno scriverò anche per gli adulti, come Zafon. Sono fiducioso”.

Non è facile scrivere per i giovani.

“Lo so, ne sono molto consapevole, ma è una responsabilità che ho accettato anni fa. Ho iniziato a scrivere per vedere se in questo ambito potevo avere spazio, aprirmi una strada. E man mano che il tempo passava, mi sono accorto che i ragazzi mi leggevano forse perché molti di loro hanno gli stessi problemi di alcuni miei personaggi. Mi capita che qualcuno dei lettori mi scriva per raccontarmi di un problema e io lo incoraggio a parlare con qualcuno competente. Io posso dire qualcosa ma è a breve termine. Consiglio loro di rivolgersi subito ai genitori, docenti, amici più cari, fratelli”.

Alla fine di ogni libro, dove ci sono i ringraziamenti, Blue Jeans/Francisco ha l’abitudine di fare una “arringa” e ammonire benevolmente i i suoi lettori. 

“Alla fine di un lavoro, mi piace ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato e in ogni ‘ringraziamento’ c’è sempre una parte in cui voglio affrontare un tema che mi sta a cuore. Nelle pagine finali dedicate ai ringraziamenti de “La Ragazza Invisibile”, sollecito i ragazzi ad andarci piano con i linciaggi via social, di stare molto attenti perché possono davvero fare del male. Il linciaggio collettivo sui social è un fenomeno da non sottovalutare. Io mi rivolgo sia alle vittime che agli artefici dei linciaggi. Questi ultimi a volte credo che lo facciano in modo inconsapevole, criticano insultano, prendono di mira qualcuno. So che in Italia il fenomeno è diffuso ma il problema è molto avvertito anche in Spagna. C’è molto bullismo, così come in America Latina ed io ne parlo nel mio libro. In Spagna sono state realizzate molte campagne per sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso influencer, educatori e docenti che hanno scritto molti libri sull’argomento. Lo scopo è aiutare i ragazzi a trovare il coraggio di raccontare. Tutti insieme, anche io per la mia piccola parte, dobbiamo cercare di fare in modo che il fenomeno si riduca”.

La ragazza invisibile

Aurora, la “ragazza invisibile” non ha amici, né una famiglia che le dedichi del tempo. Frequenta una scuola e una mattina viene trovata morta nella palestra. Da quel momento tutti sono sospettati, tutti sono considerati presunti colpevoli. Qualcuno ha inflitto ad Aurora un colpo fortissimo sulla testa e ha abbandonato una mazza da baseball accanto al corpo martoriato. Adesso, i compagni di scuola si accorgono davvero di Aurora, della ragazza ‘invisibile’. Ossessionata dalla sua morte, è Julia Plaza compagna di classe di Aurora, con un’intelligenza e una memoria prodigiose: la ragazza è in grado di realizzare un cubo di Rubik in meno di cinquanta secondi. E quasi per gioco, Julia inizia a indagare sul delitto. Ma il gioco si trasforma rapidamente in un vortice da cui non può più uscire. 

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it.

Se invece volete rivelare informazioni su questa o altre storie, potete scriverci su Italialeaks, piattaforma progettata per contattare la nostra redazione in modo completamente anonimo.




Link Ufficiale: https://www.agi.it/cronaca/rss

Autore dell'articolo: admin