La lettera di Vauro a Mattarella, dopo l’iscrizione nella ‘black list’ di Salvini 


La lettera di Vauro a Mattarella, dopo l'iscrizione nella 'black list' di Salvini 

Maria Laura Antonelli / AGF


 Vauro Senesi (AGF)


Anche il vignettista Vauro Senesi è finito nella black list di Matteo Salvini, ovvero tra i personaggi del mondo della politica e della cultura che presumibilmente non saranno presenti alla manifestazione leghista dell’8 dicembre a Piazza del Popolo a Roma. La campagna è stata chiamata proprio “lui non ci sarà” e i volti degli “assenti” sono numerosi: Matteo Renzi, Valeria Fedeli, Laura Boldrini, Mario Monti, Jean-Claude Juncker, Emmanuel Macron per quanto riguarda gli avversari politici del Ministro dell’Interno, ugualmente lunga la lista degli esponenti del mondo dello spettacolo si va da Asia Argento a Oliviero Toscani, da Roberto Saviano a Fabio Fazio, fino ai rapper Salmo e Gemitaiz.

Ed ora anche Vauro, il vignettista da sempre in disaccordo con le politiche portate avanti dal “Capitano” leghista. Ma Vauro non ci sta, e invece di rispondere a colpi di tweet o hashtag, decide di scrivere direttamente al Presidente della Repubblica Mattarella. La lettera, pubblicata sul Fatto Quotidiano, dice:

Onorevole Presidente Mattarella le scrivo in qualità di cittadino italiano che vede lesa la propria dignità e sicurezza da una alta carica dello Stato che, al contrario, dovrebbe garantire ambedue ad ogni cittadino. La mia immagine è stata usata per propagandare una manifestazione della Lega, insieme alla mia altre di cittadini italiani e non, ma io le scrivo a titolo personale. Sopra una mia foto campeggia la scritta “Lui non ci sarà” accompagnata dal simbolo ufficiale del suddetto partito con l’intento di connotare la mia persona come esempio negativo, un “Nemico” da additare al disprezzo ed alla rabbia di sostenitori e simpatizzanti del movimento sopra citato. Gli effetti violenti di tale uso della mia immagine sono già riscontrabili ampiamente in rete, sulle pagine del partito e su quelle ad esso legate. Matteo Salvini è segretario della Lega ma è anche vice premier e Ministro dell’Interno del governo in carica. A lui spetterebbe costituzionalmente il compito di proteggere ogni cittadino da rischi per l’incolumità sia fisica che morale. Il ministro non è nuovo purtroppo a posizioni discriminatorie e di istigazione contro cittadini italiani. Cupamente memorabile la sua affermazione che ne esistono di serie B “I Rom italiani purtroppo”. Trovo inammissibile che il Ministro dell’Interno del mio Paese inciti atteggiamenti aggressivi contro alcuni dei propri cittadini. Trovo preoccupante che nessuna carica dello Stato Democratico si senta in dovere di stigmatizzare tali atteggiamenti. La interpello con fiducia in quanto Lei rappresenta la più alta carica di questo Stato ed in quanto garante della Costituzione. Nel malaugurato caso che le minacce di cui, anche in conseguenza di questa campagna della Lega, sono fatto oggetto si traducessero in azioni volte a colpire la mia incolumità fisica riterrò il Ministro Salvini responsabile di tali atti. La paura è una legittima emozione ma in me è più forte il senso di militanza democratica, ho perciò deciso che da giovedì 6 Dicembre a sabato 8 Dicembre, giorno in cui si terrà il raduno leghista, circolerò con appesa al collo la riproduzione del manifesto che mi riguarda in segno di protesta contro discriminazione ed istigazione. Se posso essere indicato come bersaglio ebbene il bersaglio me lo porterò addosso. Spero in un suo riscontro a questa mia ma la fiducia maggiore la ripongo nella Sua volontà di porre un argine al degrado democratico al quale ministri del governo stanno conducendo il Paese.

Le porgo i miei più distinti saluti e la ringrazio per l’attenzione.




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