la leader sotto inchiesta per fondi neri


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 Afp


 Alice Weidel




La Procura di Costanza ha informato la leader dell’Afd Alice Weidel dell’avvio di un’inchiesta nei suoi confronti per la vicenda dei presunti fondi neri provenienti dalla Svizzera. Con questa nuova svolta, il caso si fa sempre più scomodo per il partito dell’ultradestra tedesca. L’ipotesi di reato è la violazione della legge sul finanziamento dei partiti.

La Procura ha scritto alla stessa capogruppo Afd e alla presidenza del Bundestag per chiedere la sospensione dell’immunità parlamentare di Weidel, contro la quale è stata presentata regolare denuncia, così come contro altri membri Afd della circoscrizione Lago di Costanza. Lo afferma in una nota la stessa Procura.

Alice Weidel, capogruppo Afd al Bundestag, divide insieme ad Alexander Gauland la presidenza federale del partito. I vertici del partito dell’ultradestra hanno convocato per venerdì una riunione per discutere del caso. Secondo quanto rivelato da alcuni reporter investigativi di Ndr, Wdr e Sueddeutsche Zeitung, tra luglio e settembre 2017 sarebbero state versati all’Afd del Lago di Costanza da un’azienda farmaceutica svizzera circa 130 mila euro suddivisi in 18 diverse tranches. Sulle causali dei versamenti la dicitura era “per la campagna elettorale di Alice Weidel”, come hanno potuto verificare di persona i giornalisti.

I Like di Lady Afd

In particolare, come confermato al quotidiano tedesco dagli stessi portavoce della capogruppo Afd al Bundestag, i soldi venivano utilizzati per acquistare i “like” su Facebook e altri social media, oltreché per realizzare contenuti da utilizzare in campagna elettorale.

A tal scopo sarebbe stato impiegato un collaboratore appositamente istruito, che per gestire questo lavoro avrebbe ricevuto cifre tra i tremila e i 10 mila euro al mese.

D’altronde, che l’attività in rete delle nuove destre sia estremamente efficace lo dicono i numeri: come calcolato dall’Istituto per la ricerca su pace e sicurezza di Amburgo, se si giudica la popolarità dei vari partiti tedeschi in base ai “like”, al primo posto svetta proprio l’Afd, seguita dal partito esplicitamente neonazista Npd, mentre Cdu, Spd e Verdi ne totalizzano meno della metà.

Soldi dalla Svizzera

La stessa Afd ha confermato l’esistenza di una serie di versamenti per complessivi 130 mila euro effettuati da un’azienda farmaceutica svizzera a favore dell’associazione territoriale del partito dell’ultradestra tedesca del Lago di Costanza tra luglio e settembre 2017. Weidel da parte sua nega ogni responsabilità personale per questi pagamenti, affermando di essersi fidata del tesoriere dell’associazione territoriale dell’Afd sul Lago di Costanza.

“Quelle somme non erano destinate alla mia persona”, ha a,,esso Weidel, che è succeduta a Frauke Petry alla guida della formazione nazional-populista, entrata per la prima volta nel Bundestag nel settembre del 2017, uscendo dalle urne come terza forza politica del Paese.

Ma chi è il vero donatore?

Il “donatore” effettivo dei fondi è però anonimo: a quanto affermato dalla società “Pharmawholesale International AG” di Zurigo, gli uffici contabili dell’azienda avrebbero trasferito il denaro in questione ad un non meglio precisato “amico in affari” senza sapere che il destinatario finale sarebbe stato l’Afd.

La Spd e i Verdi non hanno dubbi: se sarà accertato che l’origine dei finanziamenti è di natura illegale, la leader del partito di estrema destra deve rassegnare immediatamente le dimissioni. Alexander Gauland, che guida l’Afd insieme a Weidel, ha difeso la sua collega: “Non credo che abbia niente da rimproverarsi”, ha detto alla Bild Zeitung.

Di diverso parere ovviamente il socialdemocratico Carsten Schneider, secondo cui la leader del partito nazional-populista dovrebbe “attenersi agli alti livelli etici che quelli dell’Afd pretendono dagli altri”, mentre la segretaria generale della Fpd, Nicola Baer, considera come minimo “dubbio” l’affaire consumatosi in casa Afd. L’esponente della Linke Jan Korte chiede “un divieto totale” di finanziamenti da parte di aziende a favore di partiti per scongiurare al fondo il sospetto di quella che lui definisca “una politica comprata”.

All’attacco anche il vicesegretario dell’organizzazione anti-corruzione Transparency Deutschland, Hartmuth Baeumer: “Frau Weidel deve spiegare quando ha saputo del finanziamento illecito arrivato dalla Svizzera e quali contromisure ha messo in atto”.

Un tweet contro la manovra italiana

Recentemente Weidel aveva fatto parlare di sè in Italia per un tweet poco gradito a Mateo Salvini. Alla fine di ottobre, dimenticate le promesse di fare del ministro dell’interno italiano lo Spitzenkandidat alla presidenza della Commissione Europea, l’estrema destra tedesca denunciava attraverso il suo rappresentante più in vista  un “pazzesco progetto di bilancio da parte dell’Italia, a spese della Germania”.

La regina dei Goti che parlava come Asterix

Nel linguaggio stereotipato che le ha permesso di affermarsi, ma non troppo, anche alle ultime elezioni in Baviera, Weidel denunciava l’esistenza di “un nuovo, orribile, indebitamento” da parte del governo di Roma. E proseguiva: “Sono pazzi questi Romani. L’Italia spera nella solidarietà europea o, in subordine, che la Banca Centrale Europea annulli l’indebitamento. Così la Germania, una volta di più, sarebbe l’ufficiale pagatore”. Conclusione del ragionamento: “Ma perché dovremmo pagare noi per i ricchi italiani?”

Diceva proprio così, Weidel: “Die spinnen, die Roemer”. E’ la frase con cui Asterx, nella sua versione in caratteri gotici, scioglie la sigla SPQR. A riprova del fatto che il suo elettorato magari non ha letto esattamente un Pufendorf.

 

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Autore dell'articolo: admin