“La Juve è il coronamento della carriera. Penso di aver rispettato tutti”


“Mi hanno convinto abbastanza velocemente. È l’atteggiamento che fa la differenza”.

Maurizio Sarri ha tenuto oggi la sua prima conferenza stampa da allenatore della Juventus, affiancato dal Chief Football Officer Fabio Paratici che gli ha dato il benvenuto e, sollecitato dai giornalisti, ha spiegato perché la scelta è ricaduta proprio su di lui, nonostante i rapporti un po’ turbolenti quando era alla guida del Napoli e nonostante il fatto che fosse sotto contratto con il Chelsea.

Paratici ha detto che in questo momento Sarri è il miglior allenatore possibile per la Juventus, così come Allegri lo era cinque anni fa e Conte otto anni fa.

Una parola che è stata ripetuta spesso durante la conferenza stampa è stata “rispetto”. Paratici infatti ha detto:

“Avevamo le idee chiare sin dall’inizio ma bisogna avere rispetto di tutti i soggetti in campo, un allenatore sotto contratto, un grande club come il Chelsea”

E Sarri gli ha fatto eco:

“A Napoli ne sono uscito per scelta inconsapevole mia ma consapevole della società. Ho scelto l’estero per il rispetto ma sono tornato in Italia perché mi voleva una società improntate. Nella vita ho rispettato tutti, ho sempre dato il mio 110% e lo farò anche questi colori. Potrà essere non sufficiente magari ma è quello che posso dare. Io mi sento di aver rispettato tutti”

E ancora:

“A Napoli ho fatto tutto per dovere morale e professionale, il coinvolgimento era forte, tifavo anche Napoli, c’erano tutte le componenti per cui combattessi per tutti quei colori. Poi tutto finisce, hai fatto un atto di rispetto estremo ad andare via per un anno, se ora ho la necessità di tornare e mi chiama la più grande società italiana devo portare rispetto alla mia professione. È un percorso normale, poi se uno ci va a ricamare sopra non se ne esce. Non ho fatto nessuna parte”

Sarri e i rapporti con il Napoli

Ovviamente a Sarri è stato chiesto più volte nell’arco della conferenza stampa di parlare del Napoli e lui ha spiegato:

“Non penso sia una scelta rivoluzionaria. Io tre anni fa arrivo al Napoli e do tutto me stesso, sono andato li perché li tifavo da piccolo e avevo la sensazione potessimo diventare competitivi. Negli ultimi mesi a Napoli mi vengono dubbi sull’affetto della situazione, e mi sono detto che era nato un problema che il Napoli mi ha tolto presentando Ancelotti. A quel punto preferisco prima passare per l’estero, faccio un’esperienza bellissima ma nella seconda parte sento il bisogno di tornare in Italia, possibilità offerta dalla Juventus, la migliore società in Italia. È il coronamento di una lunga carriera e difficile, ho rispettato tutti, compreso me stesso”

E in seguito ha aggiunto:

“A Napoli ho fatto tutto per dovere morale e professionale, il coinvolgimento era forte, tifavo anche Napoli, c’erano tutte le componenti per cui combattessi per tutti quei colori. Poi tutto finisce, hai fatto un atto di rispetto estremo ad andare via per un anno, se ora ho la necessità di tornare e mi chiama la più grande società italiana devo portare rispetto alla mia professione. È un percorso normale, poi se uno ci va a ricamare sopra non se ne esce. Non ho fatto nessuna parte”

E quando gli è stato chiesto se ha parlato con il Presidente del Napoli De Laurentiis o con l’ex allenatore della Juventus Massimiliano Allegri, Sarri ha detto:

“Non ho sentito il Presidente De Laurentiis, che ringrazierò sempre perché io tifavo Napoli da bambino e sono arrivato ad allenare la squadra che tifavo. Non ti dirò mai i nomi dei giocatori che ho sentito, sono conversazioni personali e private. Massimiliano Allegri non l’ho sentito, di solito ci chiamiamo d’estate con amici comuni. Ho fatto un’estate difficile ora avrò tempo per sentire anche lui, anche se di solito cazzeggiamo non parliamo di cose serie

Come sarà la Juventus di Sarri?

Maurizio Sarri ha deciso di parlare con “due-tre” giocatori ancora prima del ritiro, andandoli a trovare personalmente. Uno di questi è Cristiano Ronaldo, attorno al quale Sarri ha intenzione di costruire la sua Juventus. Il tecnico toscano, infatti, ha detto che partirà dai giocatori più talentuosi e costruirà la squadra attorno a loro e oltre a CR7 ha citato anche Dybala e Douglas Costa. Sul numero 7 ha detto:

“I giocatori che ci possono cambiare la storia sono quelli offensivi, il resto dipende da noi saperli organizzare. Quando entri negli ultimi 30 metri ci sono giocatori che sanno fare la differenza e alcuni meno. Bisogna partire da Ronaldo, Dybala, Douglas Costa che è un top player inesploso. Bisogna partire da loro e adeguare la fase difensiva su quello che ci possono dare in ripiego. Bisogna partire dai più tecnici e talentosi. Sono andato per esempi, non volevo dimenticare nessuno”

E ha aggiunto:

“Allenare Ronaldo è una escalation per me: ho allenato giocatori forti nel Chelsea, con lui si va al top mondiale. Ha tutti i record che si possono vere nel calcio mondiale, mi piacerebbe fargliene battere un altro così da poter aver inciso su uno di questi”

E poi ha detto che vorrebbe fargli fare altri record:

“I club sono fatti da persone, ho visto tutti molto uniti tra di loro, compatti e questo è un qualcosa per me di importante, perché il rapporto con le persone ti fa bene, vedere persone che vanno per la stessa strada ti fa sentire bene. Mi è bastato poco per capire che sono un gruppo forte per mentalità, determinazione e unione. Mi piacerebbe far fare il record di gol a Ronaldo”

Per quanto riguarda i cambiamenti che ha fatto nel suo gioco da Empoli a Napoli e al Chelsea e a come potrà cambiare nella Juve, Sarri ha spiegato:

“Da squadra a squadra cambiano le caratteristiche dei giocatori. A Napoli erano tutti a disposizione della squadra, il Chelsea era una squadra fatta di giocatori di livello tecnico superiore ma con caratteristiche individuali differenti, quindi veniva fuori un calcio meno fluido ma altrettanto pericoloso. C’erano 3-4 individualisti da esaltare, e così perdevamo un po’ di fluidità ma siamo comunque riusciti a diventare efficaci e solidi, oltre che difficilmente battibili. Quando ci sono giocatori con caratteristiche definite, non sei più eseguibile e devi andare incontro alle loro caratteristiche. L’idea rimarrà la stessa, poi verrà modulata addosso ai giocatori che ti possono far vincere le partite”

E sul mercato ha spiegato:

“Ora parlerò con Fabio e vedrò come organizzarmi. Ho chiesto di parlare con 2-3 giocatori per condividere e sapere la loro. Voglio cominciare a capire quello che pensano di se stessi anche i giocatori, partendo da quelli più incidenti nelle prestazioni e i risultati. Non so quando sarà ma ci confronteremo con Fabio e vedremo”

E Fabio Paratici ha aggiunto:

“Faremo tutte le considerazioni del caso con il mister per il mercato e per incontrarsi con i giocatori. Il gioco di Maurizio non è stato centrale nella motivazione della scelta. Crediamo che lui sia il miglior allenatore per la Juventus in questo momento. Come pensavamo a Conte, poi ad Allegri, ora a lui. Ha mostrato grandi qualità in Italia e in Premier, penso sia il migliore ora per allenare la Juventus”

Sarri e Higuain

Altro argomento toccato più volte è stato Gonzalo Higuain, con lui al Napoli e poi al Chelsea. Sarri ha detto:

“Voglio molto bene a Higuain, ma per quanto riguarda i giocatori della Juventus già in rosa è anche giusto che io ascolti la dirigenza sui calciatori che loro conoscono meglio di me. Io ho l’obbligo di dare loro retta per quello che riguarda i giocatori che sono qui. Riterrei una mancanza di rispetto parlare di cose che loro conoscono meglio. Quando avremo un’idea definitiva sul modulo di riferimento inizieremo a parlare. A me non piace fare richieste sui nomi ma soprattutto sulle caratteristiche. Mi interessa trasmettergli questo, sui nomi poi lui conosce molti giocatori più di me”

Come combattere scetticismo e razzismo

Maurizio Sarri Juventus

A Sarri è stato fatto notare che arriva alla Juventus con un po’ di scetticismo e lui ha risposto:

“Arrivo con scetticismo come ovunque. Sempre avuto tifosi scettici all’inizio. Vengo dall’altra parte, è giusto che un questa fase ci sia scetticismo. Poi ci sta un solo modo per toglierlo che è vincere e convincere. Dovremo andare in campo, divertirci e fare spettacolo”

E sulle dichiarazioni fatte in passato contro la Juventus, si è difeso:

“Io volevo vincere lo Scudetto, per quello ho detto alcune cose. Io in quel momento rappresentavo uno di quei popoli che più amano la propria squadra, non potevamo concorrere per tre obiettivi, abbiamo scelto lo Scudetto e siamo stati n ballo fino a 10 giorni dalla fine, poi non è finita come volevamo”

Invece, per quanto riguarda la scelta tra tuta o divisa ufficiale a bordo campo, ha fatto una battuta:

“La tuta? Non abbiamo parlato di questi aspetti. Preferirei sul terreno di gioco la tuta ma sarà argomento di conversazione, l’importante è che non mi mandino nudo

Una delle sue lotte è stata sempre quella contro i cori razzisti negli stati e a tal proposito ha detto:

“In Italia è ora di smetterla con i cori, è una manifestazione di inferiorità nei confronti soprattutto del resto d’Europa. Lo pensavo a Napoli e lo penso anche ora, non si può rimanere 40 anni indietro rispetto all’Europa. Quando uscirò dal San Paolo sia fischiato che applaudito saprò che sarà una manifestazione d’amore”

Perché la Juve

Sarri ha spiegato che la Juventus lo ha convinto per l’atteggiamento che ha tenuto nelle trattative e ha detto che lo ha convinto anche abbastanza velocemente:

“La Juventus è la società più importante in Italia, per me è il coronamento di una carriera lunghissima e difficilissima. Penso di avere rispettato tutti, anche nell’ultimo atto al Chelsea. La Juve mi da l’opportunità di tornare in Italia. Non ho mai visto una società tanto determinata a prendere un allenatore

E sull’eredità che raccoglie da Allegri ha detto:

“Allegri mi lascia un’eredità pesante. Vincere nei prossimi 5 anni quello che ha vinto Allegri negli ultimi 5 non è facile, ha fatto risultati e un percorso straordinario. Mi farebbe piacere vedere nella squadra quello che Massimiliano aveva, passare 30 minuti in difficoltà e poi in 10 tritare l’altra squadra. Forse è una conseguenza di come giocava, anche se avevi l’impressione di metterla in difficoltà c’era sempre il pensiero della sconfitta finale, era difficile affrontarli”

Paratici ha spiegato che Sarri è sempre stato la prima scelta per la Juventus:

Sempre stata la prima scelta. Quando incontri una persona l’atteggiamento che tieni e i comportamenti che hai fanno sentire all’altra persona che lo vuoi veramente. Abbiamo pensato che in questo momento fosse il miglior allenatore per noi


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