La corsa a tre per la guida della Commissione Europea


nuovo presidente commissione europea



Forti del successo ottenuto nelle urne i Liberali dell’Alde e i Verdi europei sfidano adesso le due tradizionali famiglie politiche che da sempre reggono le sorti dell’Unione, Popolari e socialisti, per la guida del futuro capo della Commissione europea, l’esecutivo dell’Ue che delinea leggi-chiave, come quelle sul cambiamento climatico e la tassazione: liberali e Verdi saranno infatti determinanti per formare una maggioranza nell’eurocamera e fronteggiare la presenza delle forze euroscettiche.

Per la successione a Jean-Claude Juncker, si sfidano il tedesco Manfred Weber, l’olandese Frans Timmermans e la danese Margrethe Vestager, i leader dei tre grandi gruppi del nuovo Parlamento (rispettivamente Ppe, socialdemocratici e Alde). E Margrethe Vestager, non fa mistero delle sue ambizioni: “Il monopolio del potere si è rotto”, ha detto domenica sera. “Non c’è più la maggioranza dei due partiti (Ppe e socialdemocratici, ndr), c’è un nuovo Parlamento. La vittoria di un nuovo gruppo liberale, la vittoria della Republique en Marche e del partito rumeno USR-Plus. È straordinario”.

Fine del bipartitismo a Strasburgo

Il Ppe si avvia ad essere la prima forza con 179 seggi (36 in meno che nel 2014), i socialdemocratici S&D restano la seconda forza con 152 eurodeputati (33 in meno che nella passata legislatura), ma il calo delle due forze mette fine al bipartitismo che ha governato finora l’europarlamento. Senza più la maggioranza dei 376 seggi, questo li obbligherà a cercare maggioranza alternative. Proprio l’Alde otterrà 105 deputati (36 seggi in più), mentre i Verdi – gonfiati dai buoni risultati in Germania – diverranno il quarto gruppo con 67 eurodeputati, 15 in più che nella passata legislatura.

Manfred Weber, 46 anni, continua a considerarsi il favorito. “Abbiamo vinto le elezioni e sarà lo Spitzenkandidat del Ppe, Weber, il presidente della Commissione”, ha detto Joseph Daul, presidente del Ppe, nella serata elettorale. Bavarese della Csu, Manfred Weber è a capo del gruppo parlamentare del Ppe dal 2014. Ma non ha mai ricoperto incarichi di governo e in Europa non è conosciutissimo.

Il candidato della famiglia socialista europea, Timmermans, potrebbe contrastarlo ma i socialisti hanno subito una battuta d’arresto.”Non rivendico nulla”, ha detto domenica sera, anche se ha fatto appello a un’alleanza dei progressisti con i Liberali. Ecco perché potrebbe spuntarla la ‘lady di ferro’ dei liberali. “Possiamo avere una donna a capo della commissione”, ha aggiunto domenica sera, chiedendo anche “una coalizione di persone che vogliono cambiare le cose” e congratulandosi con i Verdi per la loro ascesa.

Commissario europeo per la concorrenza, il presidente americano Donald Trump l’ha soprannominata la “tax lady” dell’Ue. Apprezzata da Angela Merkel, potrebbe eliminare i rivali, magari con un accordo con Timmermans a scapito di Weber. Se non la spunterà il terzo incomodo, il francese Michel Barnier, che finora si è tenuto fuori perchè impegnato sulla Brexit. 

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Autore dell'articolo: admin