La Casa Bianca avrebbe manipolato un video per togliere l’accredito ad un giornalista della Cnn


La Casa Bianca avrebbe manipolato un video per togliere l'accredito ad un giornalista della Cnn

 (Afp)


 Donald Trump




Nuova escalation nello scontro fra Donald Trump e i media, con il presidente americano che ha fatto revocare l’accredito al corrispondente della Cnn, Jim Acosta, reo di averlo incalzato con una domanda sui migranti durante la conferenza stampa sul voto di Midterm. La decisione è stata criticata dalle maggiori testate Usa, da giornalisti americani di ogni credo politico e dalle organizzazioni per la libertà di stampa.

Il presidente americano aveva definito in mondovisione Acosta “una persona terribile”, cercando di zittirlo. “Mi è stato appena impedito di entrare alla Casa Bianca”, ha twittato il 47enne giornalista della Cnn, prima che la portavoce di Trump, Sarah Sanders, spiegasse che la revoca del cosiddetto ‘hard pass’ è stata causata dal tentativo “assolutamente inaccettabile” del giornalista di mantenere il controllo del microfono “mettendo le mani” sulla stagista, che stava provando a toglierglielo; circostanza smentita dai filmati, in cui si vede Acosta toccare sì la ragazza ma in modo accidentale, salvo poi immediatamente scusarsi, durante la conferenza stampa fiume di Trump. Il reporter aveva chiesto al presidente perché definisca “un’invasione” la carovana di migranti in cammino dal Centro America verso il confine degli Stati Uniti, “demonizzando” di fatto quella che altro non è che povera gente. Di fronte all’incalzare di Acosta, Trump si è innervosito: “Sei un maleducato, un nemico del popolo, la Cnn dovrebbe vergognarsi di averti come corrispondente alla Casa Bianca. Io governo, tu pensa alla Cnn”.

Ed è proprio sull’accusa a Acosta di “aver messo le mani addosso” alla stagista che si sono concentrate le polemiche. In un video diffuso dalla Casa Bianca per giustificare il ritiro dell’accredito sembrerebbe che Acosa allontani con un gesto violento la ragazza. Ma alcuni si sono accorti che quel video è stato manipolato. Nel video della Casa Bianca sarebbero stati rimossi alcuni fotogrammi per far sembrare più aggressivo il gesto del giornalista della Cnn. 

È stata la portavoce del presidente Sarah Sanders a diffondere il video in cui si accusa il cronista di averle messo le mani addosso. Ma in seguito a un fact checking delle immagini, molti giornalisti (tra cui alcuni presenti all’episodio) sostengono che il video sia stato manipolato, addirittura ad opera del sito di estrema destra Infowars, noto per la diffusione di materiale digitale falso e già estromesso dalle principali piattaforme digitali (La Repubblica).
 

 

 

La revoca dell’accredito al giornalista segna una nuova escalation di tensione tra il presidente e il network televisivo. La Cnn, in una dichiarazione ufficiale, ha prima avvertito che gli “attacchi di Trump alla stampa libera sono andati troppo oltre” e ha poi definito la misura punitiva contro Acosta “senza precedenti”, “una minaccia alla democrazia”, “una ritorsione per le domande impegnative” del giornalista. “è un test per tutti noi”, ha dichiarato Acosta, dicendosi convinto che la sua sospensione sia anche un tentativo di “mandare un messaggio a tutti i colleghi”.

Dura la reazione della White House Correspondents’ Association, che in una comunicato ha bollato come “inaccettabile” la decisione della Casa Bianca, a cui ha chiesto di “rivedere questa azione debole e sbagliata”. La Radio Television Digital News Association, che rappresenta redazioni in tutto il Paese, ha denunciato l’iniziativa come “irragionevole”. Giornalisti e storici hanno convenuto sul fatto che si tratti di un episodio, di cui non si rammentano precedenti. “Lo staff della Casa Bianca non revoca accrediti sulla base di una personale irritazione, ma solo per minacce al presidente”, ha spiegato la professoressa Martha Joynt Kumar, direttrice del White House Transition Project. “Non ho mai visto niente di simile finora – ha twittato Peter Baker, corrispondete del New York Times, “ho iniziato a coprire la Casa Bianca nel 1996, altri presidenti non avevano paura delle domande dure”.

Solidarietà al collega della Cnn è stata espressa anche dai critici del network, che da subito si è schierato contro il tycoon diventato presidente. “C’è molto per cui criticare Acosta – ha scritto Chuck Ross del Daily Caller, un sito che attacca duramente la Cnn – ma non ha messo le sue mani sulla stagista ed è ridicolo insinuare lo abbia fatto”. Nel 2015 e nel 2016, il comitato elettorale di Trump aveva rifiutato di concedere gli accrediti ai giornalisti di diverse testate, tra cui Washington Post e BuzzFeed. Quando la questione era poi esplosa, nel giugno 2016, Trump aveva detto proprio alla Cnn che se fosse stato eletto non avrebbe revocato gli accrediti, perchè alla Casa Bianca “è una cosa diversa”.

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Autore dell'articolo: admin