La battaglia della Boldrini contro il revenge porn


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“Una proposta di legge sui fenomeni di odio che responsabilizzi i giganti del web” e “l’istituzione del reato di ‘revenge porn‘ che non c’è in Italia” ma è già una realtà altrove. E’ quello che Laura Boldrini ex presidente della Camera, ha in mente per contrastare le distorsioni della rete. La deputata ne parlerà nell’ambito di Bookcity a Milano, durante un incontro allo Iulm assieme agli studiosi Giovanni Ziccardi, Maria Tilde Bettetini e Supakwadee Amatayakul. 

Onorevole Boldrini, in cosa consiste la sua proposta di legge?

La mia proposta di legge è sulla falsa riga di quella tedesca: in Germania sono proprio le piattaforme a dover cancellare entro 24 ore i contenuti illeciti, pena una multa salatissima. E’ arrivato il momento di fare anche in Italia un provvedimento di questo tipo. Quanto al punire penalmente chi immette in rete foto o video intimi dell’ex, come vendetta per un abbandono, ossia il reato di “revenge porn” è una realtà grave e dolorosa, che ha già mietuto vittime come Tiziana Cantone, ma che non è punita.

Le hanno obiettato che questa proposta abbia in sé degli elementi di censura…

Non ha nulla a che vedere con la censura ma con l’utilizzo sicuro della rete e dei social media: se la rete diventa un luogo di violenti, diventerà insostenibile, e tante persone non potranno più partecipare all’agorà digitale. Il caso di Tiziana Cantone dimostra che il confine tra online e offline è labile.

Il cammino del contrasto alla violenza di genere, alla disinformazione all’hate speech, avviato con il precedente ruolo da terza carica dello Stato ha subito, secondo lei, una battuta d’arresto?

Nella scorsa legislatura avevo istituito una commissione contro fenomeni di odio intitolata a Jo Cox, la deputata britannica uccisa da un neonazista. Volevo far sì che le istituzioni si accorgessero che l’odio stava diventando un problema e stava inquinando i rapporti umani e il dibattito pubblico. E invece in questa nuova fase è calato il sipario su tutti questi temi. Il fenomeno è ormai fuori controllo: ho lanciato l’allarme anni fa, mi sono adoperata materialmente con gli strumenti che avevo, ho promosso un progetto di educazione civica digitale nelle scuole con l’ex ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e ho fatto una battaglia costante.

Cosa accade se un linguaggio dal fondo maschilista, come “puttana” viene introdotto nel dibattito pubblico contro la stampa? 

Le forze che sono al Governo sono state le prime a usare questo linguaggio, hanno facoltà magistrali nell’utilizzo degli insulti. In generale soffia un vento forte di restaurazione sia sulle donne sia sul concetto di famiglia. Si tende a sottovalutare completamente la tematica che riguarda le donne anche se rappresenta un’emergenza: nel nostro Paese lavora solo il 49% contro il 62 dell’Europa. Per questo ho elaborato una proposta di legge che nasce da un viaggio attraverso l’Italia in cui ho ascoltato i suggerimenti di migliaia di donne e che spero possa essere firmata anche da deputati e deputate di tutti i gruppi politici.

Nell’agenda del dibattito pubblico è ora al centro anche il progetto di legge a firma del deputato leghista Simone Pillon

Ho chiesto in Parlamento alle forze di maggioranza di fermarsi perché in tante città italiane le donne sono scese in piazza per dire che quel disegno di legge deve essere accantonato: non è emendabile, anzi ha un impianto totalmente sbagliato. Per tre motivi: considera i bambini pacchi postali, obbliga alla mediazione a pagamento anche nei casi di violenza domestica, ed è vietato dalla convenzione di Istanbul; rimanda ad un concetto pericolosissimo e non scientifico di alienazione parentale. Inoltre nel campo del diritto di famiglia, che ha a che fare con la libertà e l’emancipazione femminile c’è anche il tema del congedo del padre al momento della nascita di un figlio: la mia denuncia è rivolta anche ad alcuni provvedimenti contenuti e nascosti nella manovra economica. Nella legge di bilancio la maggioranza ha tagliato da 4 a 2 i giorni il congedo del padre allontanandoci sempre di più dalla media europea. Tutto questo dimostra una concezione arcaica della famiglia dove il padre non partecipa alle prime fasi della vita del figlio.

Ora che si è all’opposizione insieme si trovano anche convergenze con forze politiche come il Pd, da cui si era allontanata soprattutto nell’ultima fase del governo?

Ho firmato la mozione che ha presentato la deputata del Lucia Annibali, sfregiata con l’acido dal suo ex, perché è ben strutturata e mette in evidenza quello che è stato fatto dal Parlamento e dai governi precedenti. Anche se non sempre ne ho condiviso i provvedimenti, devo riconoscere che il contrasto alla violenza di genere è stato presente presente durante tutto il quinquennio: dalla ratifica della convenzione di Istanbul al decreto sul femminicidio, alle linee guida contro la violenza di genere a cominciare dalle scuole.

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Autore dell'articolo: admin