Kierkegaard, un intreccio fra umano e divino



In un appunto del 1846 – per la prima volta tradotto in italiano da Giulia Longo in Ogni cosa ha il suo tempo: il ‘nodo dialettico’ kierkegaardiano tra ‘edificante’ e ‘ripresa’ (Mimesis, pp. 287, euro 26, presentazione di Eugenio Mazzarella, con scritti inediti del filosofo) – Kierkegaard afferma che «da molto tempo ho pigramente rinunciato all’umanità sebbene o proprio perché l’ho studiata a fondo». Si può forse partire da questo filo per seguire il modo in cui l’autrice conduce il … Continua


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