italiani, passare dalla difensiva all’attacco!


Nella folta pattuglia tricolore, almeno 5-6 piloti sono in grado di guadagnarsi il podio e anche di vincere a Jerez. Solo vincendo si prende la via giusta che poi porta (al Mugello?) a ipotecare il titolo Mondiale

Dopo l’avvio del Motomondiale 2019 con le tre gare in Qatar, Argentina e Texas, il primo round in Europa di domenica prossima a Jerez non può non segnare per i piloti italiani l’ora della riscossa. Nei primi tre appuntamenti stagionali i nostri “giovani leoni” si sono fatti vedere e sentire, ma hanno raccolto poco, mancando la zampata risolutiva, non vincendo neppure un round e andando solamente a podio complessivamente tre volte, una sola volta a gara.

La cartina del tornasole viene con la classifica generale dove il primo degli italiani è Lorenzo Dalla Porta (Honda), terzo ex aequo con Niccolò Antonelli (Honda) entrambi a quota 32 dietro al secondo Aron Canet (KTM) e al primo Jaume Masia (KTM) anche qui con lo stesso punteggio per entrambi, 45 punti. A seguire 6° Tony Arbolino (Honda) 26 punti dietro al 5° Kaito Toba (Honda) 31 punti e davanti al 7° Gabriel Rodrigo (Honda) e all’8° Marcos Ramirez (Honda) tutti e due con 24 punti; 9° Andrea Migno (KTM) 23 davanti al 10° Darryn Binder (KTM) 21. Gli altri italiani: 11° Celestino Vietti (KTM) 20, 13° Dennis Foggia (KTM) 14, 18° Romano Fenati (Honda) 7, 31° Riccardo Rossi (Honda) O. Fatto sta che, pur con il passaggio dalla Moto3 alla Moto2 di tanti protagonisti quali ad esempio Mir, Di Giannantonio, Bastianini, Bulega ecc, sono sempre gli spagnoli a dominare, come dimostrano Masia e Canet. Nei primi tre round 2019 a Losail Dalla Porta è salito sul secondo gradino del podio dietro al vincitore Toba e davanti a Canet (5° Vietti +0.584); in Argentina sul terzo gradino del podio è salito Arbolino in una volata vinta da Masia davanti a Binder con Antonelli quarto; in Texas terzo posto di Migno (1° Canet, 2° Masia) con 5° Antonelli, 6° Arbolino.

Come andavano gli italiani nelle precedenti stagioni? Prendiamo le ultime tre annate. Nel 2017, dopo le prime tre gare, l’unica vittoria fu quella di Fenati in Texas con Di Giannantonio 3°, Bastianini 4°, Bulega 5°. Nella prima di Losail vinta da Mir nessuno salì sul podio (5° Fenati, 6° Migno); nella seconda in Argentina vinta ancora da Mir, 5° Migno, poi appunto il trionfo texano del pilota ascolano. Quell’anno a Jerez, Fenati giunse secondo in volta dietro a Canet e davanti a Mir, Ramirez, Di Giannantonio. Nel 2018, alla prima gara ci fu il terzo posto di Dalla Porta (4° Antonelli, 6° Diggia); alla seconda gara arrivò la straordinaria vittoria di Bezzecchi (3° Diggia, 4° Bastianini); alla terza 2° Bastianini, 3° Bezzecchi, 4° Migno, 5° Diggia. Lo scorso anno a Jerez Bezzecchi giunse secondo in volta dietro a Oettl.

Questo è il quadro in una Moto3 che anche a Jerez sarà un “trenino” incandescente con colpi di scena a ripetizione. I “nostri” non possono agire con la tattica dell’attendismo sperando che la resa dei conti fra i due iberici Masia e Canet porti loro giovamento magari con l’aiutino della Dea bendata. Non che la strategia non conti ma qui, con le migliori moto e i migliori piloti che sostanzialmente si equivalgono, l’unica tattica è quella di attaccare, sin dalle prove e dalle qualifiche, evitando patatrac. Serve dai primi minuti del primo turno di prova un gran lavoro di affinamento per disporre in gara domenica del “pacchetto” più competitivo. Nella pattuglia tricolore, almeno 5-6 piloti sono in grado di guadagnarsi il podio e anche di vincere a Jerez. Solo vincendo si prende la via giusta che poi porta (al Mugello?) a ipotecare il titolo Mondiale. Sotto a chi tocca! Tocca ai più giovani o ai più rodati? La partita è aperta. Su tutti, c’è grande attesa per Romano Fenati, il tosto portacolori VNE Snipers compagno di squadra del più che promettente “junior” Tony Arbolino. L’asso ascolano è chiamato alla riscossa chiudendo questa prima fase in chiaroscuro (più scuro che chiaro) del ritorno in Moto3 nell’unico modo possibile: vincendo!


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Autore dell'articolo: admin