Italiani fra i più longevi, ma non fra i più sani. Cosa possiamo fare


All’anagrafe risultano anziani, ma la maggioranza dei settantenni attuali non si sente psicologicamente né fisicamente vecchia. I nonni di oggi sono per molte famiglie una colonna portante, indispensabile aiuto nella gestione dei nipoti. E poi fanno attività fisica, viaggiano, non di rado proseguono un’attività lavorativa, hanno insomma una vita sociale e intima molto attiva. Nasce da questa costatazione l’idea di sfruttare un social giovane come Instagram per immortalare «nonni rock», hashtag #100diquestinonni, con l’obiettivo finale di sostenere la ricerca scientifica sulle patologie più tipiche dell’invecchiamento. A unire le forze nell’obiettivo comune di una felice e salutare longevità sono Fondazione Umberto Veronesi e Stannah Montascale.

In Italia si vive più a lungo, ma non sempre in buona salute

I numeri parlano chiaro: l’aumento dell’età media della popolazione mondiale rappresenta una delle maggiori rivoluzioni dell’era moderna. Nel 2008 le persone al mondo con più di 60 anni erano 766 milioni, nel 2030 saranno 1,4 miliardi. In questo contesto, in tutta l’Europa l’Italia è il Paese che annovera il maggior numero di anziani.Ma se gli abitanti del Bel Paese hanno un’aspettativa di vita fra le più alte al mondo (circa 83 anni), quando si va a considerare quanti di questi anni saranno vissuti in buona salute e senza disabilità in età avanzata gli italiani scendono ai gradini più bassi della classifica: mediamente, a 65 anni, ci si possono aspettare 7 anni in salute per le donne e 8 anni per gli uomini.

Un progetto di ricerca per trovare soluzioni

Partendo da questi numeri ha avuto origine Longevity, il programma della Fondazione Umberto Veronesi mirato al benessere e al miglioramento della qualità della vita degli ultrasessantenni.Un progetto di ricerca focalizzato soprattutto alla comprensione dei tumori e delle malattie cardiovascolari e neurodegenerative, per trovare soluzioni di cura per le patologie legate all’invecchiamento.«Umberto Veronesi era solito commentare: “La cosa importante non è tanto quanto a lungo vivremo, ma in che modo” – ricorda Monica Ramaioli, direttore generale di Fondazione Veronesi -. Per questo abbiamo deciso di promuovere ricerche scientifiche di altissimo profilo che favoriscono il benessere fisico e psicologico degli over 65. Senza dimenticare la prevenzione, perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea che circa l’80% delle patologie cardiovascolari e dei casi di diabete, e almeno il 40% dei tumori, possono essere prevenuti cambiando in meglio gli stili di vita: stop a fumo e alcol, essere fisicamente attivi e adottare buone abitudini alimentari sono semplici regole valide a tutte le età».

Foto ai «nonni rock» per sostenere la ricerca scientifica

Ad affiancare la Fondazione nel progetto Longevity, anche attraverso la campagna social sui «nonni rock», c’è Stannah Montascale, realtà italiana di una multinazionale inglese con 150 di storia nel settore dei montascale, dei servoscale e dei miniascensori domestici.«Siamo molto orgogliosi di essere stati scelti per primi in Italia per sostenere e promuovere il progetto Longevity – commenta Giovanni Messina, amministratore delegato di Stannah Italia -. Per ogni vendita di montascale, piattaforme o miniascensori, devolveremo una quota del fatturato, che andrà a sostenere il lavoro di un ricercatore del progetto. Saremo al fianco di Fondazione anche nella campagna per il 5 per mille perché crediamo che la diffusione della cultura scientifica e di uno stile di vita sano sia il sistema migliore per condurre una vecchiaia felice».Il concorso fotografico è partito il 2 ottobre in occasione della festa dei nonni, e si concluderà a Natale. Per partecipare è sufficiente pubblicare una foto con protagonista uno o più nonni rock, usare gli hashtag #100diquestinonni #stannahlife #fondazioneumbertoveronesi, seguire e taggare @stannahmontascale.Dopo Natale le 10 foto più belle verranno pubblicate in una gallery sul sito e sui social di Stannah Montascale e di Fondazione Umberto Veronesi.

4 ottobre 2018 (modifica il 4 ottobre 2018 | 16:18)

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Autore dell'articolo: admin