“Italia paese provinciale, si pensa ai selfie di Salvini”


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Alessandro Di Battista torna a parlare del governo in occasione della presentazione del suo libro sul franco Cfa “L’arma segreta della Francia in Africa” a Roma, alla Città dell’altra economia.

A proposito dei rapporti tesi tra Lega e M5s Dibba dice: “Ho sempre pensato che la Lega fosse un partito di sistema ma gli altri anche peggio. Il PD ha dimenticato gli interessi della gente. Che noi e Lega fossimo diversi si sapeva. C’è un contratto che ci soddisfa e si può portare avanti anche perché governo è a trazione 5 stelle. È interesse del paese che il governo continui”.

L’ex parlamentare grillino parla anche della vicenda dello striscione levato durante una visita del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini?: “Una stronz… colossale. Rimuovere uno striscione è una cosa grave, non so se Salvini ne sia stato messo a conoscenza. Vedo che c’è un clima non buono. Non so se ci sarà abbassamento toni, mi auguro che governo torni a lavorare. Apprezzo la politica del Movimento sono gli unici che parlano di stato sociale, temi abbandonati troppo presto dalla sinistra”.

Di Battista torna poi sullo striscione con cui Salvini è stato contestato a Bergamo, rimosso dai vigili del fuoco: “Mai e poi mai mi sono sognato di non far parlare i contestatori. Persino i terrapiattisti hanno il diritto di parlare. Il cittadino ha il sacrosanto diritto di dire che la Luna è fucsia”.

Anche se, prosegue l’ex deputato 5 Stelle, “questo Paese mi sembra un po’ provinciale, si parla del selfie di Salvini e non di tematiche geopolitiche, visto che la geopolitica interessa anche le tasche dei cittadini per i prossimi trent’anni”.

Di Battista si scaglia anche contro la decisione di Facebook di chiudere alcune pagine di fake news (la metà delle quali erano a sostegno di Lega e M5s): “Cosa gravissima che una multinazionale californiana possa chiudere il dissenso. Non perché non esistano fake-news sulla rete, le fakenews sono sempre esistite… Solo che un tempo venivano propagandate soltanto dai giornali, mentre sulla rete si possono confutare molto di più rispetto a quanto si poteva fare in passato”.

Le pagine chiuse diffondevano false notizie sui vaccini, sui migranti, sugli ebrei. I follower erano 2,4 milioni.


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Autore dell'articolo: admin