“Io festeggerò, sto dalla parte dei partigiani”


Il vicepremier pentastellato oggi è stato al Salone del Mobile di Milano.

Il vicepremier Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, non era presente all’inaugurazione del Salone del Mobile, ma si è riscattato oggi e oltre alla visita ha anche tenuto una conferenza stampa nel corso della quale ha toccato tutti gli argomenti più caldi del momento. Dopo aver infatti parlato dell’evento a cui stava partecipando, facendo i complimenti agli organizzatori, ha elogiato il contenuto del Decreto crescita, che aiuterà anche il settore protagonista in questi giorni a Milano. Poi però la parola è passata ai giornalisti che gli hanno chiesto come si fa ad andare avanti con la Flat Tax ed evitare che scattino le clausole di salvaguardia. Di Maio ha risposto:

“Il primo punto è che non possono e non devono scattare le clausole di salvaguardia perché significherebbe far aumentare l’IVA per i cittadini italiani. L’IVA non deve e non può aumentare. Questo è il lavoro che porteremo avanti dal Def dell’altro ieri fino alla legge di bilancio di fine anno. È un percorso nel quale il decreto crescita, lo sblocca cantieri, le iniziative che faremo sulle esportazioni, la spending review con il nuovo team che si sta insediando a Palazzo Chigi, Strategia Italia, che è il comitato interministeriale che nascerà la settimana prossima per sbloccare circa 87 miliardi di euro di investimenti bloccati serviranno a portarci nella direzione di migliorare la crescita e soprattutto recuperare risorse. Detto questo, sono stato io a dire che se la Flat Tax è per il ceto medio e non per i ricchi si deve fare e sarò io garante di questo, lo dico anche se non è una proposta che viene dalla mia forza politica. È chiaro che aspettiamo anche di vedere i conti di chi la propone per capire anche l’entità della misura”

Sul salario minimo orario, gli è stato chiesto se ha avuto modo di vedere la proposta del PD che recepisce le indicazioni dei sindacati e che cosa ne pensa e il vicepremier ha commentato:

“Noi abbiamo un tavolo aperto al Ministero del Lavoro con i sindacati ed è un dialogo che porteremo avanti anche con la parte datoriale, quindi anche con le associazioni di categoria dei datori di lavoro. Detto questo, a me più che una proposta sul salario minimo mi sembra una retromarcia sul salario minimo di un partito che ancora una volta si dimostra non il partito che difende chi lavoro. Il salario minimo ci permette di dare due diritti: uno a chi lavora, di lavorare per arrivare a fine mese e quindi di non essere più sottopagato, e a tutta la stragrande maggioranza di imprese oneste di questo Paese di non subire il dumping salariale, che significa che c’è qualcuno che fa il furbo, sottopaga i dipendenti e fa concorrenza sleale alla maggioranza degli imprenditori che già pagano adeguatamente e dignitosamente i propri dipendenti. Ma quella non è una proposta sul salario minimo, mi sembra più una proposta che interviene sulla normativa dei contratti collettivi, ma non la si chiami salario minimo orario. Il PD, dopo che ha proposto di aumentare gli stipendi dei parlamentari come prima proposta dell’era Zingaretti, di ricostituire i vitalizi, poi ha proposto una patrimoniale, adesso fa retromarcia sul salario minimo, ditemi voi se questa è la sinistra in Italia, a me sembra il vecchio PD rinato un po’ stanco”

Su Alitalia Di Maio ha detto che si è nella fase cruciale e che spera di risolvere e non di mettere soltanto una toppa, con l’obiettivo del rilancio della compagnia. Poi gli è stato chiesto se saranno modificati i bonus sui mobili e lui ha risposto che le agevolazioni vanno riorganizzate, perché alcuni sistemi di incentivazione sono obsoleti. Sulla questione immigrazione, invece, Di Maio ha anche lanciato qualche frecciatina ad alcuni degli “amici” di Salvini come Orban e Le Pen, i cui Paesi non aiutano nelle ricollocazioni e allo stesso tempo, quando l’Italia era in trattative con l’UE per la legge di Bilancio, avevano da ridire. Poi, per quanto riguarda la politica economica europea, Di Maio ha spiegato:

“Se l’economia europea si sta fermando è perché l’austerity l’ha indebolita così tanto che, alle prime tensioni come quelle che ci sono in questi mesi tra Usa e Cina, ha ceduto, ha mollato. È un’economia debole quella europea, perché è figlia dell’austerity, allora le elezioni europee saranno anche una grande occasione per poter fare uno switch dal punto di vista delle politiche economiche e cambiare un modo di fare in Europa per cui per abbattere il debito ci siamo indeboliti dal punto di vista della competitività e della produttività. Non ne sta risentendo solo l’Italia, perché io vedo che la Germania prevedeva +1,9% di crescita e adesso combatte per 0,8%. Vuol dire che c’è stata una politica complessiva industriale ed economia europea totalmente sbagliata. Adesso è il momento di guardare a quelle economie più robuste, perché io quando vado negli Stati Uniti e parlo a quel mondo della Finanza e dell’Economia dei parametri Deficit/Pil mi dicono ‘questi sono tra gli strumenti che vi stanno ingabbiando la capacità di investimento’. Quindi votare alle Europee significa anche dire a questa Europa che è il momento gli investimenti nella sanità, nella scuola, nelle infrastrutture, nelle aziende devono essere scomputati dai parametri Deficit/Pil”

Gli è stato anche chiesto se sente di dovere delle scuse a Ignazio Marino, ma Di Maio ha detto:

“Lei ricorderà che quella Giunta è stata buttata dallo stesso partito. Le nostre critiche derivavano da Mafia Capitale. Se la devono risolvere nel loro stesso partito”

E infine, l’ultima domanda, è stata sul 25 aprile, visto che il suo collega di governo Matteo Salvini ha detto che lo passerà con le forze dell’ordine. Di Maio invece ha detto:

“Io festeggerò il 25 aprile perché è un giorno importante della nostra storia, in cui festeggiamo chi ha vinto, festeggiamo i nostri nonni che hanno portato avanti una battaglia contro un regime e che hanno ottenuto il risultato di darci la libertà e la democrazia. Poi 365 giorni l’anno come ricordiamo i nostri nonni che hanno portato avanti quelle battaglie contrastiamo anche la mafia e contrastiamo la corruzione. Ma quel giorno è un bel giorno per la nostra nazione in cui non è che ci sono due parti che si combattono. Io ho ben chiaro da quale parte stare il 25 aprile, dalla parte di chi ci ha liberato, i nostri partigiani e non dalla parte di chi parla male dei partigiani o di chi vuole dire che quel 25 aprile non è stato il giorno della liberazione”

Luigi Di Maio su Flat Tax e 25 aprile


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Autore dell'articolo: admin