Io e Te, prima puntata del 17 giugno 2019: anticipazioni, ospiti e diretta


Al via il nuovo programma del daytime estivo di Rai 1 condotto da Pierluigi Diaco con Sandra Milo e Valeria Graci.

Ok, è la prima. E la prima puntata di un nuovo format è sempre difficile da valutare: emozione, rodaggio, entusiasmo da ‘all-in’ sono i principali ostacoli per chi si mette alla prova della diretta e deve presentare al pubblico un prodotto nuovo. Il caso Italia sì insegna. Ciò nonostante ci sono dei tratti già sufficientemente caratteristici di questo Io e Te, che si potranno smussare in corso d’opera, anche perché sennò così la vedo difficile procedere con convinzione 5 giorni a settimana. Soprattutto se non limitano gli applausi del pubblico in studio…

Partiamo dall’elemento positivo, ovvero dalla forma pacata e dai modi gentili, con cui si mira a riportare in auge, come dichiarato in apertura, una tv non urlata ed elegante. Ci si prova con i due segmenti iniziali, ovvero con un talk senza dibattito, ma costruito a giro come qualcuno ha insegnato alla tv italiana – anche se nella presentazione del programma sembrava dovessimo assistere a uno scontro tra opinioni diverse – e con un’intervista di coppia che insiste su quel che sembra l’obiettivo del programma, un edutainment sui valori che contano e che in tv sono démodé tanto quanto l’eleganza della forma. Con il primo segmento di coppia, il valore propugnato è la famiglia, intesa come entità da costruire giorno per giorno, condividendo sì ma anche abbozzando: testimonial due ottantenni da copertina. Questo sottotesto educational attraversa i diversi segmenti con i commenti degli ospiti e del conduttore, che non manca di esprimere qualche giudizio e qualche consiglio sulle cose importanti della vita.

Peccato, però, che la forma da sola non basti, tanto più che sembra che si confonda l’affettazione con l’eleganza. Ma in tempi di vaffanculo urlati al padrone di casa è bene non guardare troppo al capello: meglio modi un po’ forzati che puntino a esser d’esempio agli altri che svaccamenti inutili.

Se la forma sembra avere una sua direzione, lo stesso non si può dire dei contenuti, deboli e nel contempo ambiziosi. Pare quasi che si sia arrivati a costruire una forma senza una sostanza, talmente vacuo è il racconto. Iniziare un nuovo programma domandandosi cosa sia la felicità la trovo una decisione buona per un numero zero, per la serie ‘partiamo con la qualunque’, ma che non può essere davvero una linea di racconto convincente da esaurire in 100′ di programma, a meno che non si possa contare sull’empatia del conduttore e degli ospiti. Ma non tutti sono Mara Venier e quindi ‘la conversazione tra amici’ che coinvolge Enrica Bonaccorti, Eliana Liotta, Gianpiero Mughini e Concita Borrelli sulla felicità sembra non sapere dove andare e finisce per deviare verso un salottino bon ton dai toni anche un po’ snob, che bacchetta i presenzialisti della mondanità o coloro che, dimentichi del proprio privilegio (termine che Diaco ripete a ogni pie’ sospinto, a sottolineare una certa distanza da certi colleghi), si espongono “pateticamente” sui social. Ma anche vivere nei cocktail party o di luce riflessa può essere felicità, ricorda qualcuno. Ma effimera, si ribadisce. Ed è qui che (ri)emerge l’intenzione educational sui valori cui abbiamo fatto riferimento prima.  E se il messaggio che risuona più convintamente è che la felicità è leggere (massima assolutamente condivisibile), bisogna anche riuscire a convincere il pubblico a restare davanti alla tv e non rifugiarsi in un buon libro.

Certo, chi tende a leggere senza campagne di sensibilizzazione difficilmente incrocia la tv del daytime: e qui scatta un pensiero al target cui si guarda. Diaco si appella subito alle nonne, grande ammortizzatore sociale di questo paese (assolutamente d’accordo). Lo fa con l’intervista over, perfetta per ricordare gli inizi di un amore magari oggi interrotto dall’età o offuscato dai decenni di abitudine, lo fa con l’intervista finale, rivolta a un personaggio amato dal pubblico più agèe, lo fa con La Posta del Cuore di Sandra Milo, salvata solo dalla Milo e da quel che rappresenta (e liberatela dal gabbiotto svilente). Visto che abbiamo accennato alla ‘regina dei sentimenti’, accenniamo anche alla ‘regina della risata’, Valeria Graci, praticamente non pervenuta: il suo tentativo di controcanto è stato soffocato dall’esondazione di Diaco, che bacia, abbraccia, manifesta affetto e gratidudine, ma di fatto non riesce a far andare avanti i racconti.

Tornando al pubblico di riferimento, direi che è ben rappresentato dalla signora Maria Luisa del pubblico parlante – ancora non espressosi come immagino il format desideri – che fa sciarpe all’uncinetto mentre il programma si svolge davanti ai suoi occhi: un vero e proprio simulacro del telespettatore a casa, Lettore Modello che si fa Lettore Reale. Per qualche strano cortocircuito enciclopedico, la signora Maria Luisa mi ha ricordato la Laurito di Quelli della Notte, così come il signore col pappagallo sulla spalla il Roberto D’Agostino che evocava chi aveva 20 anni nel 1968 con una seppia sulla spalla. A dirla tutta, anche il talk così evanescente e casuale mi ha riportato a Quelli della Notte, come se mi trovassi a seguire una versione reale del salotto non-sense di Arbore, che partiva da “Deve la donna di Cesare essere al di sopra di ogni sospetto?” e arrivava a “Mogli e buoi dei paesi tuoi”. Paralleli altissimi, me ne rendo conto. Ma ahimé questa prima puntata di Io e Te (e sottolineo prima, perché si può e direi che si deve migliorare) non può ambire al titolo di Quelli del Daytime.

A proposito di Io e Te, direi che il titolo potrebbe diventare Io e Io. Diaco non riesce a uscire da sé. Non c’è frase che non inizi con ‘io’, non c’è argomento che non sia introdotto da una sua azione, commento, ricordo, aneddoto. Il risultato è un racconto spietatamente egoriferito, che fatica ad andare avanti anche nel ‘tu’, quando si devono coinvolgere gli ospiti, e nel ‘voi’ per includere il pubblico a casa. La tv è ‘noi’, se non nelle sue forme più egoriferite, appunto, che non corrispondono sempre a quelle che hanno un cognome nel titolo. I maestri, ad esempio, insegnano a porgere la palla e a farla girare in maniera quasi mimetica, non a fermarla e a rilanciarla ‘a chi e quando lo dirò io’. Ma sono cose che si imparano facendole, diciamo. In questo l’esperienza radiofonica può essere un limite e non un vantaggio: e in tv, forse ancora più che in radio, le parole valgono (e l’attenzione mostrata per il vocabolario ne evidenzia la consapevolezza) e le battute sono pericolose. “Quello che girava nel 1969, buono ma impraticabile” è una battuta fattibile in radio, ma può essere uno scivolone pericoloso nel pomeriggio di Rai 1. Bisogna prendere la mano con i tempi (come ammette con onestà Diaco) ma anche con i contenuti e con con il racconto tv.

Ma soprattutto bisogna guardare al noi.

Sempre che non diventi un plurale maiestatis.

Io e Te, diretta prima puntata

Debutta alle 14 di questo lunedì 17 giugno 2019 Io e Te, nuovo programma del daytime estivo di Rai 1 di e con Pierluigi Diaco – nelle vesti di autore e conduttore – e con  Sandra Milo e Valeria Graci. Un programma di parola e di racconto, stando alla presentazione, in cui il conduttore è definito “narratore/investigatore delle emozioni”, chiamato a instaurare col pubblico e i suoi ospiti complicità e una certa forma di intimità.

Io e Te, il format

Scritto da Pierluigi Diaco, Maurizio Gianotti, Filippo Mauceri, con la regia di Massimiliano Sbarra, il programma è suddiviso in tre parti che coprono i 100 minuti della puntata. Il primo segmento si intitola a Ad armi pari e si presenta come “un pacato confronto” sugli argomenti più discussi dal pubblico – dal costume alla società, ma non politica a occhio e croce – “discussi da due squadre di opinion leader in grado di tenersi testa a vicenda e rappresentate da quattro opinionisti che difenderanno le ragioni dell’uno e dell’altro schieramento”. Modera Diaco con Sandra Milo e Valeria Graci. In questo segmento prevista una finestra sui luoghi e le location più curiose e divertenti dell’estate, dai centri benessere ai centri anziani, dalle piscine ai lidi, dai condomi ai parchi pubblici.

Il secondo spazio è dedicato ai sentimenti e alle coppie over: in Come nelle favole Diaco intervista una coppia per raccontare la vita di coppia a 70 anni tra amori, affetti, sesso e famiglia, narrati attraverso la canzone del cuore, l’album delle nozze, le foto dei nipotini, gli oggetti simbolo della casa e dell’unione. In questo segmento spazio alla Posta del Cuore della Milo e della Graci.

La terza e ultima parte è affidata a un’intervista, che vuole essere “emotiva, intima e confidenziale” di Diaco a un personaggio noto dello spettacolo italiano, da Bruno Vespa a Lino Banfi, da Francesco Giorgino a Paola Perego.

Io e Te, come seguirlo in diretta tv e in live streaming

Io e Te va in onda dalle 14.00 alle 15.40 dal lunedì al venerdì su Rai 1, Rai 1 HD (DTT, 501) e in live streaming su RaiPlay. E seguiremo la prima puntata in liveblogging su TvBlog.


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Autore dell'articolo: admin