Innovazione in oncologia, sapremo gestire le cure del futuro?


Il cancro una malattia sempre pi curabile, con i vecchi farmaci ma soprattutto con le nuove strategie terapeutiche: nel corso degli ultimi anni il numero di possibili terapie antitumorali molto cresciuto e sono in aumento i trattamenti iper-mirati e specializzati. Immunoterapia, terapie cellulari, anticorpi monoclonali, la nuova CAR-T: metodi promettenti ma anche costosi, cos gli esperti si interrogano su come sar possibile rendere equa e sostenibile la terapia dei tumori nel prossimo futuro. Per trovare risposte, a fine 2018 partito il ciclo di incontri Oncologia: passaggio al futuro in cui medici, pazienti ed esponenti delle amministrazioni locali di alcune Regioni italiane si confrontano per capire come cavalcare l’”onda” dell’innovazione: i prossimi appuntamenti sono previsti per marzo a Bologna e in aprile a Roma.

Soluzioni percorribili

Il primo incontro, a Firenze, ha fatto di recente il punto sulla situazione in Toscana, una Regione in cui sempre stata data molta attenzione all’innovazione in sanit. Secondo gli esperti nell’arco di una decina d’anni verosimile che la terapia dei tumori sar “rivoluzionata” dall’arrivo in clinica dei nuovi farmaci: potremo permetterceli? In Toscana circa 160mila over 65 convivono con un tumore; nel 2023, i casi saliranno a 193.000 – afferma Andrea Vannucci, direttore dell’Agenzia Regionale di Sanit della Toscana –. Per ciascuno di questi pazienti oggi, tra costi dei ricoveri ospedalieri e dell’assistenza extra-ospedaliera fra cui i farmaci, spendiamo 3.350 euro contro i 2.000 euro necessari per i coetanei senza un tumore ma con pi di una patologia. La sola spesa per i farmaci di 1.300 euro pro capite, ma scende a 700 per chi non ha un tumore. Cifre destinate a salire ancora nel prossimo futuro, cos la sfida capire che cosa sia la vera innovazione e come accoglierla e utilizzarla quando serve.

La risposta delle reti

Una possibile risposta arriva dalle reti oncologiche: quella toscana, tra le prime a essere costituite in Italia ormai vent’anni fa insieme a quella piemontese, potrebbe rappresentare un modello virtuoso per governare il diritto all’innovazione sul territorio regionale. Il modello organizzativo prevede una serie di accessi diffusi nel territorio che fanno riferimento alle linee guida e che, attraverso il Gruppo Oncologico Multidisciplinare, valutano il paziente e ne definiscono il percorso, indirizzando ciascuno nel posto pi giusto per la sua problematica clinica – spiega Gianni Amunni, direttore dell’ISPRO (Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica) –. Il concetto quello del “governo” del diritto all’innovazione, ovvero garantire a tutti i cittadini l’innovazione quando questa vera e quando il trattamento appropriato: la rete in questo senso garantisce risposte eque sul territorio. 

Valutare tutti i costi

Favorire un’introduzione ampia e precoce delle innovazioni importante, ma tenendo sempre conto della sostenibilit del sistema sanitario – dice Giuseppe Turchetti, docente di Economia e Management della Sanit alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e coordinatore scientifico dell’evento di Firenze –. Vanno valutati per tutti i costi: quelli diretti sanitari che gravano sul bilancio della sanit regionale, ma anche i costi diretti non sanitari e i costi indiretti, cercando di stimare pure l’impatto sulla qualit della vita dei pazienti sul quale i farmaci di nuova generazione spesso influiscono positivamente. Infine, si dovrebbe anche valutare se e come i nuovi farmaci possano portare a un’interruzione del trattamento: in alcuni casi possibile, questo riduce i costi correlati agli effetti collaterali delle terapie e le spese connesse alla progressione della malattia. Soluzioni che interrompono la necessit di somministrazione del farmaco e che, ancora di pi, riescono a ridurre il rischio di progressione di malattia hanno potenzialmente impatti molto significativi da un punto di vista economico, oltre che clinico.

14 febbraio 2019 (modifica il 14 febbraio 2019 | 14:09)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Pagina ufficiale: http://xml2.corriereobjects.it/rss/salute.xml

Autore dell'articolo: admin