Innovazione in medicina, un vantaggio per i cittadini


Organizzazione territoriale, equit di cura, tecnologia e infrastrutture, sono gli argomenti su cui si sono confrontati alcuni tra i maggiori esponenti della sanit in Italia, nel corso dell’evento di ab medica “il Futuro della Sanit 2018, l’innovazione tecnologica non aspetta”, che si svolto a Milano.

L’analisi

Nella classifica pubblicata lo scorso settembre da Bloomberg Health Care Efficiency, l’Italia al quarto posto in una scala mondiale, preceduta da Hong Kong, Singapore e Spagna. un risultato importante, ma questo non esaurisce la necessit di discutere delle prossime sfide che la sanit italiana dovr affrontare per rimanere al passo con i tempi in una societ che rincorre il progresso tecnologico e che vive l’inarrestabile invecchiamento della popolazione. L’impegno da affrontare proprio quello di confrontarsi sullo stato dell’arte per comprendere in come sia possibile introdurre l’innovazione tecnologica nell’area della salute. Il tema importante quello dell’uguaglianza di accesso alle tecnologie in un paese che continua a credere in un sistema sanitario nazionale e che sta investendo in tecnologia. – Spiega Rosanna Tarricone – Professore Associato del Dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico presso l’Universit Bocconi di Milano –. Tuttavia in Italia l’accesso ancora condizionato dal luogo in cui una persona vive. Una buona programmazione sanitaria pu contribuire a limitare il gap tra le regioni.

Le prospettive

La valutazione di grandi tecnologie quando fatta a livello centrale, pu consentire economie di scala ed equit. L’innovazione tecnologica sia all’interno delle strutture ospedaliere sia sul territorio una strategia di lungo termine – Spiega Giulio Gallera Assessore al Welfare, Regione Lombardia -, un investimento importante che garantisce la sostenibilit del sistema. Telemedicina significa curare a distanza le persone, ridurre gli spostamenti e i costi. – Chiarisce Francesco Gabbrielli – Direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali presso l’Istituto Superiore di Sanit-. Questo riguarda non solo l’organizzazione sanitaria, ma anche le procedure mediche. Per fare questo necessario superare le resistenze e lavorare secondo un metodo condiviso. Ogni regione deve sviluppare il proprio stile, ma i pilastri devono essere coerenti in tutte le regioni.

In Abruzzo

Un’esperienza di successo la rete Hub&spoke realizzata in Abruzzo tra gli ospedali di Pescara, Chieti, Lanciano e i presidi di Popoli, Penne, Guardiagrele e Casoli. l’esempio di una Regione che ha deciso di superare le difficolt territoriali con la realizzazione di un’articolata rete di telemedicina a servizio dei pazienti. Con la telemedicina possibile fare consulti a distanza tra gli Ospedali e riusciamo a curare ed assistere le persone a casa propria – informa Vincenzo Orsatti, Direttore Sanitario Aziendale dell’ASL2 di Lanciano–Vasto-Chieti – . E questo significa molto in un territorio dove per le sue caratteristiche non sempre facile muoversi. La telemedicina permette di far arrivare la sanit dove non c’ e riduce le “diseguaglianze” tra chi vive vicino a un ospedale e chi no. Il vantaggio non limitato agli spostamenti – informa Gabbrielli –, ma possibile fare molto anche per quanto riguarda la prevenzione e soprattutto i malati cronici con comorbidit. E – conclude Gabbrielli – abbiamo bisogno di un modello che vada bene per il nostro sistema, dobbiamo riuscire a costruire il modello originale italiano.

23 novembre 2018 (modifica il 23 novembre 2018 | 17:09)

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Autore dell'articolo: admin