Inghilterra e Francia si fanno la guerra per le capesante


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Ricorda l’atmosfera che circonda il Commissario Maigret in “Il cane giallo”, ma quella tra pescatori britannici e francesi per il controllo della raccolta in mare delle capesante è, più prosaicamente, questione di pura economia, quasi di sopravvivenza, ora che si staglia all’orizzonte il profilo preoccupante della Brexit, e di quella più dura. Quella, per intenderci, senza un accordo tra Londra e Bruxelles, quindi ognuno a casa sua e chi si è visto si è visto. ci sarà tempo per guerreggiare.

In realtà, sulle onde della Manica, il domani è già arrivato. Motivo del contendere, le pregiate capesante che si trovano nelle acque al largo della Normandia. Circa 35 barche francesi hanno messo in fuga cinque imbarcazioni britanniche, in una battaglia navale con tanto di lancio di pietre e fumogeni a 12 miglia nautiche al largo delle coste francesi.

Le imbarcazioni del Regno Unito hanno il diritto legale di pescare nella zona ma i vicini li accusano di saccheggiare spudoratamente i banchi di molluschi.

L’ambito frutto del mare di Normandia

I francesi, infatti, in base alla legge nazionale, possono pescare le capesante solo tra il 1 ottobre e il 15 maggio. I pescatori britannici invocano la protezione delle autorità mentre quelli francesi lamentano la perdita di una risorsa importante per l’economia: quei molluschi sono un prodotto d’eccellenza della Normandia.

Padroni delle onde

“I francesi sono venuti a contatto con i britannici per impedire loro di lavorare e si sono scontrati”, ha affermato il capo dei pescatori normanni, Dimitri Rogoff. “Sembra che ci sia stata una sassaiola, ma nessun ferito”. Tre imbarcazioni francesi hanno riportato buchi, mentre nel campo avversario sono state due le barche rientrate con gli oblò danneggiati. Un video pubblicato dai media francesi mostra la ‘Honeybourne 3’ scozzese che entra in collisione con delle barche vicine.

“Abbiamo sollevato la questione con il governo britannico e abbiamo chiesto la protezione per le nostre imbarcazioni che stanno pescando legittimamente”, ha fatto sapere Barrie Deas, a capo della Federazione nazionale delle associazioni di pesca britanniche. Invocando la calma, ha sottolineato che “i temi più profondi che stanno dietro agli scontri dovrebbero essere sistemati parlando intorno a un tavolo, non in alto mare dove le persone possono essere ferite”. 

Rancori che covano da tempo

Sono 15 anni che la pesca delle capesante provoca tensioni nella Manica, ma negli ultimi 5 sono stati trovati accordi tra le parti. Quest’anno, però, le ostilità si sono aggravate e i francesi hanno rifiutato l’intesa con i vicini. “Per i britannici, è un open bar: pescano quando, dove e quanto vogliono”, ha accusato Rogoff. “Non vogliamo impedire loro di pescare ma potrebbero almeno aspettare il 1 ottobre in modo che possiamo condividere”. La situazione è destinata comunque a cambiare nel futuro, dopo la Brexit: “Dopo il 29 marzo 2019 saranno trattati come una terza parte e non avranno più accesso a queste aree”, ha sottolineato.

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Autore dell'articolo: admin