“Indagati in Lega e Pd, ma parlano di me”


Non è più adeguata a fare il sindaco di Roma non per eventuali illegalità. Però se il sindaco della città più importante d’Italia dice ‘i romani vedono la merda’ e ‘la città è fuori controllo’ è un giudizio politico il mio, non sei in grado di fare il sindaco“. Questo il commento di Matteo Salvini dopo le notizie trapelate attraverso l’inchiesta della redazione de L’Espresso, entrata in possesso di un nuovo esposto inviato in Procura da Lorenzo Bagnacani, ex Presidente ed Ad di Ama, licenziato in tronco in febbraio. Bagnacani ha accusato la Sindaca di aver fatto pressioni “finalizzate a determinare la chiusura del bilancio dell’Ama in passivo, mediante lo storno dei crediti per i servizi cimiteriali“.

Dal Campidoglio è arrivata una risposta nel merito, nella quale è stata sostenuta la tesi secondo la quale non ci sarebbe stata alcuna pressione indebita allo scopo di falsificare il bilancio di Ama. L’obiettivo della Sindaca era invece quello di scongiurare l’assegnazione di premi non dovuti allo stesso Ad: “Il Bilancio di Ama proposto dall’ex ad Lorenzo Bagnacani non poteva essere approvato dal socio Roma Capitale e, quindi, dalla Giunta. Il ragioniere generale, il direttore generale, il segretario generale, l’assessore al Bilancio e tutti i dipartimenti competenti hanno certificato l’assoluta mancanza di possibilità di riconoscere il credito inserito nel progetto di bilancio caldeggiato dall’ex ad. Non c’è stata quindi alcuna pressione ma la semplice applicazione delle norme. Inoltre, si sottolinea che più volte nel corso dello scorso anno Roma Capitale ha sollecitato la revisione del progetto di bilancio e delle voci segnalate dagli organi preposti e dal collegio dei revisori dei conti della stessa Ama. L’approvazione di quel bilancio non avrebbe rispettato la legge e avrebbe condotto al pagamento di premi per lo stesso ad, i dirigenti e i dipendenti

Domenica prossima uscirà in edicola l’Espresso e sarà possibile leggere l’intero reportage sulla vicenda. Intanto la Sindaca Raggi ha risposto alle accuse con un post su Facebook, con il quale ha difeso il suo operato: “Molto rumore per nulla. Indagano il governatore dell’Umbria Catiuscia Marini per concorsi truccati nella sanità; il sottosegretario della Lega Armando Siri per una presunta tangente di 30mila euro tra Sicilia e Liguria; il segretario del Pd e Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, per finanziamento illecito… ma parlano di me“.

Gli audio registrati da Bagnacani e da lui forniti alla Procura, secondo la Raggi, dimostrerebbero solo la sua intenzione di impedire all’ex Ad di incassare indebitamente dei premi: “Parlano di audio rubati in cui dico quello che direbbe qualsiasi altro cittadino di Roma: me la prendo duramente con l’ex amministratore delegato dell’Ama perché ci sono i rifiuti in strada e non lo posso accettare. Uso parolacce ma non me ne vergogno perché sono incazzata quando vedo chi pensa a prendere i premi aziendali piuttosto che a pulire la città. Perché questo è quello che si ascolta in quegli audio. Nessuna pressione ma solo tanta rabbia per chi non ha fatto bene il lavoro per il quale era pagato. Si pretendeva che approvassi un bilancio con il quale i dirigenti di Ama avrebbero avuto centinaia migliaia di euro in più. I vertici del Campidoglio – il ragioniere generale, segretario generale, il direttore generale, l’assessore al bilancio, i dipartimenti competenti – hanno bocciato la proposta dell’ex ad Bagnacani. Ed io e la mia Giunta abbiamo votato contro come avrebbe fatto qualsiasi romano“.

E infine: “Addirittura si ipotizzava che aumentassi ancora la tassa dei rifiuti, mentre in azienda sarebbero continuati ad arrivare i premi a pioggia. Mi sono ribellata e non me ne pento. Continuano a gettare fango su di me ma io ho le spalle grosse e continuerò a difendere la mia città e i miei concittadini“.


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Autore dell'articolo: admin