Incanto teatrale con animali


«Quello che è veramente comico è il considerare come l’Abate, teologo quondam, ora libertino e uomo di mondo, abbia assunto l’impresa di far guastare l’unica bella cosa che abbiamo al mondo». Così un indignato Alessandro Verri scriveva il 6 marzo 1767 al fratello Pietro. Al centro della lettera c’era il destino di quell’«unica cosa bella», che un altro dei fratelli, l’abate Carlo, si era messo in testa di ripulire con competenze scopertamente dilettantesche. Da sette anni la famiglia Verri si … Continua

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