In una lettera a Rilke: «l’amore vive di parole e muore di atti…»



Leggero all’apparenza, pieno di passione e nostalgia, Il racconto di Sonecka (così il titolo originale, Povest’ o Sonecke), l’ultima e la più lunga prosa di Cvetaeva, rivela, a un esame appena più attento, una filigrana assai complessa, frutto di una natura composita: racconto lungo o romanzo breve, come è proprio della povest’ russa, a cui si mescolano però poesie e versi sparsi, brani dai taccuini, lettere della piccola Alja, la figlia di Cvetaeva, lunghi monologhi e dialoghi come pezzi di … Continua


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