In Italia calano i reati. Ma quasi uno su tre è commesso da stranieri


In Italia calano i reati. Ma quasi uno su tre è commesso da stranieri

ANDREAS SOLARO / AFP 


polizia 




Nei primi nove mesi del 2018, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, i delitti commessi in Italia sono calati dell’8,3% mentre è cresciuto del 5,1% il numero di stranieri denunciati o arrestati. È quanto emerge dai dati del Viminale (statisticamente “non consolidati”), in possesso dell’AGI, che ribadiscono il decremento generale della delittuosità iniziato nel 2014: rispetto all’anno scorso diminuiscono omicidi volontari (-18,5%), rapine (-9,1%), furti (-8%), violenze sessuali (-6,1%); crescono estorsioni (+5,8%) e contrabbando (+10,9%). Sempre tra il primo gennaio e il 30 settembre di quest’anno, l’incidenza degli stranieri sul totale dei denunciati/arrestati è del 32,2%, poco meno di uno su 3 (l’anno scorso era del 28,9%). I delitti scoperti sono stati il 25% del totale complessivo, in media uno su quattro, a fronte del 23,5% del gennaio-settembre 2017.

I delitti commessi nel nostro Paese alla data del 30 settembre sono stati 1.672.206, a fronte di 1.823.115 del periodo corrispondente del 2017. Si tratta di un numero in costante calo, dopo il picco di 2.892.155 di cinque anni fa: successivamente si è scesi a 2.812.936 nel 2014, a 2.687.249 nel 2015, a 2.487.389 nel 2016, fino ai 2.429.795 dell’anno passato.

Arresti e denunce

Il numero di persone denunciate/arrestate dal primo gennaio al 30 settembre di quest’anno (637.600) è inferiore del 5,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (674.745): in particolare, gli arresti sono stati 132.347 (-1,6%), le denunce 505.253 (-6,5%). In calo, dell’8,6%, anche i minorenni arrestati/denunciati (da 24.933 a 22.800) mentre gli stranieri denunciati/arrestati sono stati 205.196 a fronte dei 195.288 dei primi nove mesi dell’anno scorso. In relazione al tipo di reato contestato, l’incidenza degli stranieri sul totale di denunciati/arrestati cresce rispetto all’anno scorso – sempre con riferimento ai primi nove mesi – nei casi di sfruttamento della prostituzione (dal 50,8 al 59,1%), rapine (dal 35,7% al 40,5%), droga (dal 36,4% al 41,1%), lesioni dolose (dal 28,4% al 33,1%), violenze sessuali (dal 38,5 al 42,4%), furti (dal 41,1 al 44,5%). Cresce (dal 17,8 al 21,3% del totale) anche la percentuale di stranieri sul totale degli arrestati per omicidio, attribuibili però solo nell’1,5% dei casi (lo 0,9% un anno fa) alla criminalità organizzata.

Omicidi

Nei primi nove mesi di quest’anno, gli omicidi volontari commessi in Italia sono stati 233, cinquantatrè in meno dello stesso periodo dell’anno passato; 16 quelli ascrivibili a contesti di criminalità organizzata, contro i 38 dello stesso periodo dell’anno scorso (-57,9%). In diminuzione, del 7%, anche i tentati omicidi: dagli 855 del gennaio-settembre 2017 ai 795 del gennaio-settembre di quest’anno. Si tratta della conferma di un trend ormai stabile, partito nel 2012 quando gli omicidi volontari furono 530, venti in meno dell’anno precedente: successivamente sono stati 504 nel 2013, 487 quattro anni fa, 471 tre anni fa, 404 due anni fa e 371 nel 2017.

Rapine e furti

Dal primo gennaio al 30 settembre di quest’anno le rapine sono state 20.769, a fronte delle 22.844 dello stesso periodo di un anno fa: il calo più vistoso è quello delle rapine in banca (-30,3%, da 300 a 209) mentre le rapine in appartamento diminuiscono del 15,6% (da 1.755 a 1.482), le rapine in pubblica via del 7,1% (da 12.752 a 11.850) e le rapine agli uffici postali del 3,1% (da 194 a 188). Trend decrescente pure per i furti: erano stati 942.615 nei primi nove mesi del 2017, sono stati 867.417 nei primi nove mesi del 2018. In particolare, diminuiscono dell’8,1% quelli con strappo (da 12.266 a 11.278), del 5,8% quelli con destrezza (da 118.839 a 111.911), del 6% quelli in appartamento (da 136.333 a 128.126) mentre crescono dello 0,2% (da 75.540 a 75.695) quelli di auto. In netto decremento (-16,8%) anche i reati di ricettazione (da 15.503 a 12.901), le lesioni dolose (-6,9%) e le denunce di usura (-56,2%) mentre i reati legati agli stupefacenti segnano un 3,6% in meno (da 30.169 a 29.073).

Estorsioni

Le estorsioni tornano invece ad aumentare: da gennaio a settembre di quest’anno sono state 6.861, a fronte delle 6.486 del periodo corrispondente del 2017. In crescita anche contrabbando e, a conferma di una tendenza ormai costante, truffe e frodi informatiche (anche se solo dell’1,2%, dalle 118.723 del gennaio-settembre 2017 alle 120.192 del gennaio-settembre 2018). 

Violenze sessuali

Dal primo gennaio al 30 settembre di quest’anno le violenze sessuali sono state 3.366, il 6,2% in meno rispetto alle 3.587 dello stesso arco di tempo del 2017. Un dato positivo se si pensa che proprio nel 2017 il numero delle violenze sessuali era salito a 4.634 dalle 4.046 del 2016 e dalle 4.000 del 2015.

Mafie

Dall’inizio dell’anno alla fine di settembre, le operazioni di polizia contro la criminalità organizzata sono state 109, divise tra camorra (51), cosa nostra (23), ‘ndrangheta (18) e criminalità pugliese (17): nell’intero 2017 erano state 169. Gli arresti, sempre da gennaio a settembre, sono stati 1.217 (a fronte dei 1.645 dell’intero 2017) e 43 hanno riguardato latitanti, di cui 9 “pericolosi”. Sequestrati beni per 1,3 miliardi (contro i 3,4 dell’intero 2017), mentre le confische hanno superato gli 1,9 miliardi, quasi come nell’intero anno passato (poco piu’ di 2). 

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