In Germania l’estrema destra vuole usare i gilet gialli come cavallo di Troia


In Germania l'estrema destra vuole usare i gilet gialli come cavallo di Troia



I “gilet gialli” stanno per varcare i confini francesi. Sarebbe in corso un tentativo per importare anche in Germania il movimento delle proteste che stanno agitando la Francia di Emmanuel Macron. Con una caratteristica in più: è la destra estrema che starebbe cercando di appropriarsi del movimento e di cavalcarlo, con motivazioni che poco hanno a che vedere con i rincari della benzina che hanno infiammato gli Champs Elysees.

I primi segnali si sono avuti con quando alcuni gilet gialli sono comparsi nei giorni scorsi in diverse città tedesche, per esempio a Norimberga, Monaco, Hannover e persino di fronte al Check-point Charlie a Berlino. Piccoli assembramenti, per ora, sparuti gruppi di manifestanti arrabbiati. Ma a quanto riferisce il reporter investigativo Lars Wienand, tra i manifestanti stanno emergendo gruppi che gridano slogan contro i migranti, “parlano dell’abbattimento del sistema e presentano una road map per la rivoluzione”. Una rivoluzione di destra, con parole d’ordine che assomigliano non poco a quelle delle frange più estreme. Un fenomeno osservato anche dall’attivista Frank Stollberg, che ha realizzato ricerche approfondite sull’ambiente della destra estrema viaggiando anche in siti di “gilet gialli” non aperti al pubblico: “C’è chi sta cercando di collocare elementi di destra e di destra estrema sotto il tetto apparentemente borghese dei gilet gialli”.

“Rivoluzione tedesca”

L’obiettivo è quello di intercettare i tanti “arrabbiati”, gli insoddisfatti. Scrive Wienand che alcuni dei gruppi Facebook che protestano per esempio contro i divieti di circolazione delle macchine diesel annunciati in varie città tedesche ora si intitolano “Gilet gialli in Germania”. Ma, aggiunge, scartabellando in questi siti si trovano sempre più spesso collegamenti con post e video che inneggiano ad un “sovvertimento” dello Stato. Il giornalista, sul sito T-Online, fa l’esempio di un canale su YouTube apparentemente caricato dal cosiddetto movimento QAnon, che diffonde varie teorie cospirazioniste dagli Stati Uniti: ebbene, una sua propaggine è l’account “Anon”, che fa propri gli slogan dei gilet gialli. Su Facebook è nato anche il gruppo “Gilet gialli – la Germania chiude baracca”, i cui messaggi sarebbero apparsi anche sul canale di QAnon di Telegram. Con tanto di mappa della Repubblica federale ricoperta da un mare di simboli gialli. 

Sempre su Telegram, gli appelli ispirati alla movimento di protesta francese recano anche la scritta “Rivoluzione tedesca”. Alcuni post, invece che dal prezzo della benzina, sono dominati dal tema del Global Compact sulle migrazioni, che è notoriamente una delle “bestie nere” delle destre tedesche, perché causerebbe “l’assassinio dei popoli”. Anche l’organizzazione di estrema destra “Frauenbuendnis Kandel” – che sul proprio sito propugna la chiusura delle frontiere, afferma l’autodeterminazione degli Stati nazionali e chiede che siano vietate alcune organizzazioni antifasciste, da classificare come “terroriste – ha annunciato che i propri manifestanti d’ora in poi indosseranno i gilet gialli. In un’altra chat attribuita al movimento del protesta sono segnalati messaggi di militanti neonazisti, che autodefiniscono “patrioti attivi”.

Anche Afd cavalca la protesta

Una sorta di “endorsement” al movimento francese è arrivato anche dall’Afd: non solo la leader del partito dell’ultradestra nello Schleswig Holstein, Doris Sayn-Wittgenstein, ha diffuso una foto in cui posa con addosso il gilet giallo, pure il leader nazionale del partito, Alexander Gauland, parlando al Bundestag, ha evocato esplicitamente un passaggio del movimento di protesta dalla Francia alla Germania. Qualcosa si sta muovendo, afferma ancora il reporter investigativo, che ha scovato un altro “sintomo”: i rivenditori online segnalano che la richiesta dei suddetti gilet gialli in Germania è cresciuta drasticamente. In alcuni magazzino si segnala il tutto esaurito.

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Autore dell'articolo: admin