Immaginare la fine del mondo



La battuta è diventata celebre. È di Mark Fisher. Sta nell’ultimo libro Realismo capitalista, che ci restituisce il referto di una radiografia del presente, mostrandoci solo le evidenze di un corpo in putrefazione. Ogni slancio dell’uomo finisce nel burrone dove questo sistema, che da economico è diventato esistenziale, getta i nostri desideri dopo averli mangiati. Scarti di desideri. Nel burrone di un esproprio di futuro. Dice Fischer che è più facile immaginarsi la fine del mondo che la fine del … Continua


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