Il Venezuela ha due presidenti


Venezuela due presidenti

Luis ROBAYO / AFP
 


Nicolas Maduro




Il Venezuela ha due capi di Stato: Nicolas Maduro, succeduto a Hugo Chavez nell’aprile del 2013, e Juan Guaido, che si è autoproclamato presidente nel corso di un comizio e sotto lo sguardo attento e interessato a Washington di Donald Trump, che non ha esitato a riconoscerlo quale unico e legittimo interlocutore “a interim” a Caracas. Lo stesso il Canada e l’Unione europea per bocca di Donald Tusk e Antonio Tajani.

“Oggi nella mia veste di presidente dell’Assemblea nazionale, invocando gli articoli della Costituzione (…) davanti a Dio onnipotente, giuro di assumere formalmente i poteri dell’esecutivo nazionale”, ha affermato Guaido, arringando la folla a una manifestazione contro l'”usurpazione” della presidenza da parte di Maduro. Per il presidente americano questi è un presidente illegittimo mentre l’Assemblea nazionale è “l’unico ramo legittimo del governo debitamente eletto dal popolo venezuelano”. E se il successore di Chavez usa la forza per reprimere le proteste, “tutte le opzioni sono sul tavolo”.

Un Paese, due presidenti

La mossa dell’opposizione era attesa, preparata da settimane, tanto che la Corte Suprema venezuelana – leale a Maduro – aveva ordinato un’indagine penale sul Parlamento mentre il presidente venezuelano eletto ha deciso una “revisione totale, assoluta, delle relazioni con in governo Usa” e avvertito che nelle prossime ore saranno prese decisioni “politiche e diplomatiche”.

Dopo Trump, è toccato all’Organizzazione degli Stati Americani (Oas) riconoscere Guaido come presidente ad interim, isolando, così, il regime di Maduro dal resto del continente.

La tensione nel Paese è altissima, nel giorno in cui sono state convocate manifestazioni di entrambe le fazioni a cui hanno partecipato migliaia di persone in 23 Stati del Paese e a Caracas. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni. “Abbiamo uno storico appuntamento con il nostro Paese, con il futuro dei nostri figli”, aveva spiegato poco prima delle manifestazioni Guaido, chiedendo “un governo di transizione per nuove elezioni”.

“L’unica transizione in Venezuela è verso il socialismo”, ha replicato Diosdado Cabello, presidente della potente assemblea costituente, fedele al regime che la utilizza come arma contro l’Assemblea nazionale, controllata dall’opposizione.

Maduro taglia le relazioni con gli Usa

Per tutta risposta Maduro ha tagliato le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti dando ai rappresentanti americani 27 ore per lasciare il Paese. Il leader dell’opposizione in Venezuela. “Ho deciso di rompere le relazioni diplomatiche e politiche con il governo imperialista degli Stati Uniti”, ha dichiarato parlando ai suoi sostenitori davanti al palazzo presidenziale Miraflores a Caracas. “Andatevene, dannazione”, ha aggiunto, “Siamo in questo palazzo per volontà del popolo, solo la gente ci può mandare via. Non vogliamo tornare al ventesimo secolo degli interventi del gringo, la gente dice no al colpo di stato, non all’interventismo e al colpo di stato, qui nessuno si arrende, qui andiamo a combattere”.  

Per contro Guaido, ha detto che manterrà le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti. “Il Venezuela desidera fermamente che gli Usa mantengano la loro presenza diplomatica nel nostro Paese”, si legge in un comunicato diffuso da Guaido via Twitter e rivolto “a tutte le ambasciate presenti nel Venezuela”, per concludere “siamo una nazione sovrana e continueremo a mantenere le relazioni diplomatiche con tutti i Paesi del mondo”.

L’Europa ha scelto con chi schierarsi

Dal fronte europeo, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk appoggia Guaido e lo fa via Twitter: “Spero che tutta l’Europa si unisca a sostegno delle forze democratiche” scrive. Il presidente del Consiglio europeo aggiunge che “a differenza di Maduro, l’Assemblea parlamentare, compreso ha un mandato democratico da parte dei cittadini venezuelani”.

Anche il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani si schiera con Guaido. “Sono molto attento agli eventi in Venezuela. Contrariamente a Maduro, Guaido ha legittimità democratica”, scrive Tajani. “Si deve rispettare le manifestazioni e la liberta’ di espressione di un popolo che è stanco di morire di fame e di soffrire gli abusi di Maduro”.

Maduro ha fatto appello agli organi giudiziari perché agiscano “come prescrive la legge” nei confronti di Guaido

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