«Il venerabile W.» e il meccanismo universale dell’odio per l’altro



L’ambiguità rende un personaggio interessante dice Barbet Schroeder, autore che ha sempre poco circolato in Italia eppure questo grande regista apolide, svizzero, francese, nato a Teheran nel 1941 è uno di quegli sguardi che grazie a questa ambiguità riesce a scomporre e a ricomporre l’immaginario e la realtà in puzzle mai docili, imprevedibili, nei quali il tempo e il racconto assumono infiniti riflessi – dal Sessantotto con la colonna sonora dei Pink Floyd in More sulla sua Ibiza dove ritorna … Continua


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