Il tumore al seno mi ha messo a dura prova. Per fortuna ho sentito sempre la vicinanza della mia famiglia che ha sopportato con me i giorni bui e quelli lieti, la parrucca e gli occhi gonfi


Il tumore al seno mi ha messo a dura prova. Per fortuna ho sentito sempre la vicinanza della mia famiglia che ha sopportato con me i giorni bui e quelli lieti, la parrucca e gli occhi gonfi | Malattia come opportunità






















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La mia storia inizia nel 2010, precisamente nell’agosto del 2010. La mia famiglia ed io finalmente eravamo  in ferie dopo un anno particolarmente faticoso (non che fosse il primo della mia vita). Quell’anno poi c’erano stati i lavori di ristrutturazione in casa, lo spostamento in un’altra per più di un mese, gli attacchi di agorafobia di mio figlio dopo un episodio importante di vomito, le pulizie per poter rientrare in casa, la visita di mio figlio  presso il centro di Neuropsichiatria infantile dove, dopo una visita in intramoenia molto veloce e, con lui presente, mi era stato comunicato che in settembre avrebbe dovuto fare un day hospital e gli sarebbero stati probabilmente somministrati psicofarmaci (visita a cui ho rinunciato perdendo altri 2 anni preziosi per arrivare alla diagnosi di  autismo e specificatamente di spettro autistico ad alto funzionamento). Ma nonostante tutto finalmente eravamo in vacanza al mare dai miei suoceri.

A due giorni dalle vacanze la scoperta, mentre mettevo la crema dopo sole sul seno, di un evidente rigonfiamento nella parte alta del seno sinistro del quale non ricordavo l’esistenza. La storia della mia  famiglia paterna è costellata di casi di tumore di vario tipo, polmonare, dermatologico, seno e colon. Mia suocera vedendo la mia evidente preoccupazione ha cercato di minimizzare dicendomi di provare a fare un’ecografia e prendere un appuntamento dal chirurgo che già un anno prima aveva operato mia sorella sempre al seno e di provare a godermi le vacanze già prenotate.

Mi ero sempre controllata in maniera molto approfondita e i controlli erano aumentati dopo l’episodio in famiglia del cancro al seno di mia sorella. A settembre i primi controlli subito seguiti da una biopsia e dall’intervento di  quadrantectomia supero-interna sinistra con asportazione del linfonodo sentinella per un carcinoma duttale infiltrante. Solo in quel momento il mio girovagare per psicologi per mio figlio si è fermato (dall’età di 6 anni avevo cominciato il calvario del consulto di vari specialisti tra l’altro tutti luminari in materia, i quali non erano riusciti ad acquietare la mia ansia e a dare un nome specifico alla sua condizione).

Le cose più brutte di tutta la storia sono state sapere che dovevano mettermi il «port» prima ancora di conoscere l’esito dell’esame istologico (per cui chemio sicura), le giornate successive alla chemio (che passavo inevitabilmente attaccata al water per il vomito), la perdita dei capelli (in concomitanza della ricorrenza della Shoah). Ma fortunatamente durante tutto il percorso ho sentito sempre la vicinanza della mia famiglia che ha seguito con me i giorni bui e quelli lieti, la parrucca, i cappellini, gli occhi gonfi e lacrimosi, il gonfiore dovuto al cortisone e tante altre belle cosine.

A metà agosto 2011 avevo finito anche l’ultimo step della cura con la radioterapia e a quel punto ho sentito un improvviso vuoto. Durante questo percorso ho conosciuto medici molto bravi nel loro mestiere, ma poco attenti e sensibili  nel comunicare con i malati, donne accomunate dallo stesso destino, ho continuato a lottare per scoprire e dare un nome a ciò che aveva mio figlio, ad ascoltare un po’ meglio i messaggi del mio corpo anche se non sempre ci riesco, a fermarmi e a pensare un po’ più a me stessa che non è egoismo. Ora sono passati quasi 9  anni dall’intervento e 8 dalla cura ormonale che solo quest’anno in maggio mi è stata interrotta, ma nel mio ricordo ci sono ancora alcuni passaggi che rimarranno indelebili, ma che mi hanno anche costretta a fermarmi e a riflettere.

S.D.V.

Questa testimonianza rientra nel Progetto «Malattia come opportunità» di Corriere Salute

 


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Autore dell'articolo: admin