Il ritmo dell’esilio


Jannis Kounellis l’aveva scritto pure sul suo passaporto che era un pittore e in ogni giorno della sua vita si è considerato un «costruttore di immagini», spinto a quel compito impervio dal destino. La bellezza, sosteneva nel suo illuminismo obliquo, è rivoluzionaria poiché indica la strada per un nuovo equilibrio, inventa simmetrie sconosciute, spazi sociali e paesaggi imprevisti. Dissemina tracce ad uso e consumo delle generazioni future capaci di sguardo libero, e nutre archetipi che confutano il tempo con la … Continua

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