“Il Reddito di Cittadinanza è una scommessa, vedremo se aiuterà davvero”


Il vicepremier leghista ha parlato anche della flat tax.

Matteo Salvini a Quarta Repubblica

Matteo Salvini questa sera è stato ospite a Quarta Repubblica di Nicola Porro, per un’intervista al solito “amichevole”, praticamente senza contraddittorio e contornata da servizi che lo aiutano a mettersi ancor più in ottima luce, oltre, ovviamente, all’immancabile claque. Il vicepremier leghista ha potuto così parlare di Flat Tax, anche se forse la dichiarazione meno scontata è quella sul Reddito di Cittadinanza, su cui non nasconde un po’ di scetticismo. Salvini, infatti, ha detto:

“Chiaro che il Reddito di Cittadinanza è una scommessa. Vedremo se aiuterà davvero a trovare lavoro o se incentiverà invece a restare lì in attesa di qualcosa: saranno i fatti a dirlo”

Ma ha ribadito che se tornasse indietro rifarebbe la scelta di governare con il MoVimento 5 Stelle perché è orgoglioso di quello che è stato fatto negli ultimi dieci mesi ed è convinto che in futuro faranno ancora meglio.

Per quanto riguarda l’argomento più caldo di queste ore, la Flat Tax, Salvini ha spiegato:

“Mi dispiaccio dell’errore che ho fatto. Non voglio più usare il termine inglese. Si chiamerà tassa bassa, tassa piatta, tassa unica, tassa uguale per tutti. Tassa piatta uguale semplificare, evitare la burocrazia. Stiamo studiando la tassa piatta fino a un reddito familiare di 50 mila euro. Dall’anno prossimo studieremo la soglia al di sotto della quale inizieremo a sperimentarla”

E ha aggiunto:

“Abbiamo fatto la tassa piatta per i liberi professionisti, ora la vogliamo estendere a tutti i lavoratori dipendenti. La tassa piatta può costare di più o di meno, ma costa il primo anno perché lo Stato incassa di meno. Dal secondo anno lo Stato va in pareggio e poi incassa di più perché si liberano risorse ed energie”

Sulla Libia Salvini ha detto:

“Ci sono lavoratori e imprese italiane in Libia. Se qualcuno per motivi economici o mentalità colonialista pensa di usare la Libia per trarne un vantaggio fa un errore enorme, ma noi italiani faremo i pompieri. Come Italia siamo protagonisti per cercare di evitare la guerra, semmai qualche Paese europeo ha qualcosa sulla coscienza. A me interessa risolvere i problemi e difendere i confini italiani. Noi stiamo garantendo diritti ai profughi veri che fino all’anno scorso erano nel calderone e non vedevano rispettati i loro diritti. Adesso che gli sbarchi sono sotto controllo possiamo tutelare i veri profughi”

Poi l’altro argomento caldo, quello dei campi rom:

L’obiettivo è zero campi rom alla fine del mio primo mandato da ministro perché in nessun Paese europeo esistono campi rom come da noi. Il problema sono quei rom che si ostinano a vivere nell’illegalità. Nel 99% dei casi i campi rom sono abitati da gente che campa sulle spalle del prossimo. Quanto agli scontri di Torre Maura la violenza non è mai la soluzione, basta far rispettare le leggi”


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Autore dell'articolo: admin