“Il problema non è Tria, ma gli intoccabili che remano contro”


Le parole del vicepremier a Il Fatto Quotidiano

luigi di maio fatto quotidiano

Luigi Di Maio ribadisce la sua posizione in merito alla vicenda Casalino: dopo l’audio del portavoce di Palazzo Chigi diventato di dominio pubblico, il vicepremier e ministro del Lavoro ci tiene a sottolineare il suo sostegno incondizionato a Tria, anche se all’interno dei gangli del suo ministero ci sarebbero elementi “intoccabili” dei quali il suo governo non si può fidare. “Il problema – dichiara Di Maio a ‘Il Fatto Quotidiano’ – non è con alcune figure, e tanto meno con il ministro Tria, di cui ci fidiamo. Ma ci sono tanti dirigenti dentro i ministeri che non possiamo toccare, e che rallentano o complicano il lavoro. Per me la Pubblica amministrazione deve essere indipendente, ma in questi anni ci ha messo mano la politica”.

Tra i provvedimenti attesi nella prossima legge di stabilità ci sarà sicuramente una “pace fiscale”, che però per il leader del Movimento 5 Stelle non deve diventare un condono per i furbetti: “I furbi non vanno premiati e infatti a fine settembre nel decreto fiscale verrà previsto il carcere per chi evade. Abbiamo chiesto agli uffici i dati per individuare le persone in difficoltà – aggiunge il vicepremier – , dai piccoli imprenditori alle famiglie. E su quelli costruiremo soglia e platea della pace fiscale. E non ci saranno scudi fiscali o rientri di capitali esteri”.

Oggi, lunedì 24 settembre, è previsto a Palazzo Chigi un nuovo vertice proprio per definir gli ultimi dettagli sulla manovra, che nelle intenzioni del governo vuole seguire lo slogan di Robin Hood: “togliere ai ricchi per dare ai poveri”. “Sarà una manovra del popolo – ribadisce Di Maio al quotidiano diretto da Marco Travaglio – che aiuta gli ultimi e fa la guerra ai potenti: e dentro ci saranno il reddito di cittadinanza, il superamento della Fornero e i soldi per i truffati dalle banche. Troveremo le risorse, anche facendo deficit. Niente cifre. Ma ci saranno anche tagli. Toglieremo le esenzioni fiscali ai petrolieri. E potremmo inserire il taglio delle pensioni d’oro sopra i 4500 euro netti”.

Di Maio e i nuovi permessi di soggiorno

All’interno della legge di stabilità, inoltre, ci saranno anche altre misure che non erano previste dal contratto di governo siglato da Lega e Movimento 5 Stelle, provvedimenti che richiederanno di conseguenza una discussione più approfondita tra i parlamentari. Di Maio anticipa già qualcosa: “Ci sono alcuni punti che non sono nel contratto di governo, e quindi li discuteremo in Parlamento. È previsto l’adeguamento della disciplina dei permessi di soggiorno agli altri paesi europei. Solo in Slovacchia e in Italia c’è quello umanitario ed è per questo che viene abolito. Questo però – ammette – non puo’ far ignorare le condizioni delle persone. Per questo verrà introdotto un nuovo tipo di permesso che è quello per casi come calamità naturali e altri. Lo Sprar continuerà ad esistere così com’è. E varrà per tutti i permessi umanitari in corso e per tutti i rifugiati, compresi i minori non accompagnati e i rimpatri saranno solo verso Paesi in cui ci sono condizioni di sicurezza. I principi costituzionali vanno rispettati, da tutti”.




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Autore dell'articolo: admin