Il primo banco di prova per Zelensky sarà il rapporto con la Russia


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Lo scrutinio del ballottaggio in Ucraina ha decretato la vittoria schiacciante del comico Volodymyr Zelensky sul capo dello Stato uscente Petro Poroshenko, consacrando così un attore senza alcuna esperienza politica né militare sesto presidente di un Paese da cinque anni impegnato in una guerra per procura con la Russia, nelle sue regioni orientali, e prostrato da una grave crisi economica.

Con un programma vago e una campagna elettorale tutta giocata su social e affidata per lo più al suo alter ego della popolare serie tv “Servitore del popolo”, Zelensky è riuscito a conquistare l’elettorato di tutto il Paese, tradizionalmente diviso tra Est e Ovest. Solo nella zona occidentale di Leopoli, uno dei centri della cultura ucraina e del nazionalismo, ha trionfato Poroshenko, bocciato a livello nazionale per via delle mancate riforme e della fallita lotta alla corruzione e allo strapotere degli oligarchi, categoria di cui lui stesso fa parte.

Molti di coloro che si sono recati alle urne hanno raccontato di aver scelto Zelensky non perché fosse un buon candidato, ma perché volevano punire il capo di Stato uscente per aver deluso le speranze di cambiamento, con cui era salito al potere dopo le proteste di Maidan, nel 2014. Poroshenko, dal canto suo, ha ammesso la sconfitta, ma ha avvertito che non lascerà la politica e che farà un’opposizione senza sconti.

“Ho unito il Paese”, ha commentato da parte sua il presidente eletto. “A tutti i cittadini delle ex repubbliche sovietiche, dico: guardateci! Tutto è possibile”, ha poi detto, lodando un processo elettorale svoltosi con trasparenza e nel rispetto degli standard democratici, come certificato dagli osservatori internazionali.

Nel parlare di “ex Urss”, il riferimento implicito più diretto era alla Russia, dove invece le elezioni continuano a essere macchiate da brogli e da scarsa competizione politica. I rapporti con Mosca fanno parte dei dossier più urgenti, insieme a quelli di carattere economico, su cui verrà tenuto sott’osservazione l’inesperto capo di Stato, lanciato da uno degli oligarchi più influenti del Paese, il patron del canale televisivo sulla quale va in onda la serie di Zelensky, Igor Kolomoisky, in autoesilio a Tel Aviv.

Mosca chiede un approccio “pragmatico e responsabile”

L’attore, che i suoi detrattori temono possa soccombere nel confronto con Vladimir Putin, ha subito annunciato di voler riavviare i colloqui di pace con i separatisti filorussi, che combattono le forze governative nel Donbass. “Continueremo nella direzione degli accordi di Minsk per ottenere un cessate-il-fuoco”, ha dichiarato, confermando quanto proposto in campagna elettorale: allargare agli Usa e alla Gran Bretagna i colloqui di pace, che finora hanno coinvolto solo Francia, Germania e Russia.

Sono in molti a sperare che la retorica soft del presidente eletto, meno incendiaria rispetto a quella del suo predecessore, possa facilitare un allentamento delle tensioni con Mosca. Tra i primi a commentare la vittoria di Zelensky c’è stato proprio il premier russo, Dmitri Medvedev: “Ci sono ancora possibilità di migliorare la cooperazione con il nostro Paese”, ma è necessario “un approccio pragmatico e responsabile”.

La flebile apertura del capo di governo è stata però subito ridimensionata dal Cremlino: “È troppo presto per dire se il presidente Putin si congratulerà con il signor Zelensky o per parlare della possibilità di lavorare insieme. Questo sarà possibile valutarlo solo sulla base di azioni reali”, ha tenuto a sottolineare il portavoce Dmitri Peskov, garantendo di “rispettare la scelta del popolo ucraino”.

“Forte sostegno” al nuovo leader e al “percorso di riforme dell’Ucraina” è stato espresso, in una lettera congiunta, dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e dal capo della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. La Ue – come anche gli Stati Uniti di Donald Trump, che ha chiamato al telefono il vincitore – ha, inoltre, promesso supporto anche nella difesa dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina, contro la minaccia rappresentata dalla Russia.

Anche il presidente francese Emmanuel Macron, la cancelliera tedesca Angela Merkel e la premier britannica Theresa May si sono congratulati con Zelensky. “Ora sarai davvero il Servitore del popolo”, ha twittato il ministro degli Esteri di Londra, Jeremy Hunt, alludendo al ruolo televisivo che ha reso popolare il futuro presidente.

E tutti oggi si chiedono come il copione della fiction del leader anti-establishment in lotta contro la corruzione possa attuarsi nella realtà. Intanto, per i risultati ufficiali definitivi, la Commissione elettorale centrale ha fatto sapere che bisognerà aspettare fine mese, a causa delle imminenti festività pasquali: i cristiani ortodossi festeggiano la Pasqua il 28 aprile.

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Autore dell'articolo: admin